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I VINCITORI PUGLIESI DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE “TRATTURO MAGNO 2025”

La transumanza come cammino dell’anima e identità condivisa tra Abruzzo e Puglia.

Sabato 25 ottobre, presso l’Auditorium del Parco “Renzo Piano” dell’Aquila, si è tenuto il Festival del Tratturo, evento dedicato alla memoria e al futuro dei cammini della transumanza, culminato con la cerimonia di premiazione del Premio Letterario Internazionale “Il Tratturo Magno 2025”.

Un Premio articolato su tre sezioni — Poesia e Prosa, Saggi e Progetti — unite da un filo conduttore comune: l’invito a ripensare la transumanza, fisica e spirituale, come metafora di un cammino che unisce persone, lingue e territori.

Le voci pugliesi: un ponte tra memoria e rinascita

La Puglia si è confermata protagonista di questa edizione del Premio, grazie alla qualità letteraria e alla profondità di pensiero dei suoi autori, capaci di interpretare il tema della transumanza come viaggio dell’anima, dialogo tra culture e riscoperta del senso autentico dell’esistenza.

Carla Cipriani – Primo premio sezione Poesia Della vita del transumante ritrovar l’incanto”

La giuria ha riconosciuto nella poesia di Carla Cipriani una lirica di grande forza evocativa e spirituale, capace di fondere la dimensione pastorale con quella interiore.

La poetessa, con linguaggio limpido e musicale, invita il poeta contemporaneo — smarrito nel rumore del mondo — a tornare a “seguire i canti ancestrali”, come i pastori che un tempo sapevano orientarsi tra le stelle e nella vita.

L’opera si distingue per l’armonia del verso, la delicatezza delle immagini e il suo messaggio etico e universale: ritrovare l’incanto del vivere autentico, in un mondo che ha bisogno di tornare a camminare insieme.

Lucio Toma – Terzo premio ex aequo sezione Poesia “Come siamo diventati”

Il testo di Lucio Toma è stato apprezzato per la sua intensità civile e la potenza del linguaggio poetico, che denuncia senza retorica l’“umanità disumana” del presente, priva di empatia e memoria.

Con versi incisivi e vibranti, il poeta ci costringe a guardare dentro di noi, a misurare la distanza che separa l’uomo moderno da quella vita pastorale fatta di dignità, lavoro e rispetto reciproco.

La poesia diventa così atto di resistenza morale, invito a riconoscere la fragilità come valore e la memoria come via di riscatto.

Rosa Serra – Menzione speciale sezione Poesia “Il tempo che non finisce”

Nella lirica  di Rosa Serra la giuria ha colto una profonda elegia del tempo vissuto, in cui la Transumanza rivive come archetipo di continuità e rinascita.

Attraverso immagini delicate e autentiche, la poetessa restituisce il senso di un cammino condiviso tra uomini, animali e natura, dove la vita si mescola ad altre vite.

Il suo linguaggio, semplice e vero, fa del tratturo una via di riconciliazione tra passato e futuro, in cui ogni passo diventa memoria e promessa.

Luigi Presutto – Menzione speciale sezione Poesia “Trans-human byte”

Con questa lirica sorprendente e innovativa, Luigi Presutto unisce il mondo arcaico della transumanza alla dimensione virtuale del presente.

La giuria ha sottolineato il virtuosismo linguistico e la struttura sperimentale del testo, che si può leggere in più direzioni senza perdere coerenza semantica.

Presutto riflette sulla disumanizzazione tecnologica e sull’urgenza di salvare “gli agnelli”, simbolo di purezza e innocenza, da un mondo che ha smarrito la compassione.

Un’opera densa e coraggiosa, capace di fondere poesia, denuncia e modernità.

Marinita De Nittis – Menzione speciale sezione Poesia “Quando sarai stanco”

La poesia di Marinita De Nittis si distingue per la sua voce empatica e pacata, che accompagna il lettore in un viaggio di ritorno alla memoria.

La giuria ha apprezzato la capacità dell’autrice di trasformare la stanchezza in metafora della resilienza umana, ricordando che la memoria non è nostalgia, ma forza vitale che orienta il futuro.

Un testo di intensa umanità, che parla del bisogno di “tornare a casa”, non come luogo fisico, ma come spazio interiore di riconciliazione e consapevolezza.

Ella Clafiria Grimaldi – Menzione speciale sezione Poesia “Orme di pastori sentieri di futuro”

In questa lirica limpida e suggestiva, Ella Clafiria Grimaldi canta il Tratturo come terra viva di orme che non svaniscono, dove passato e futuro si intrecciano in un dialogo di voci.

La giuria ha sottolineato la freschezza dello stile e la capacità dell’autrice di evocare un paesaggio fisico e morale: quello di un’umanità in cammino che continua a cercare il proprio posto nel mondo.

La poesia diventa così un manifesto di speranza e di continuità, in cui le radici sono il punto di partenza per costruire un futuro condiviso.

Sezione Prosa

Seconda classificata della sezione prosa è Lucia Guida con il racconto “Ninna nanna”.

Motivazioni Giuria:

“Quale migliore contaminazione di un matrimonio misto tra la cultura contadina di una ragazza pugliese e quella di un giovane pastore? Questi due ragazzi fanno del loro sentimento una famiglia che porta in sé entrambe le culture. Ognuno ha assimilato l’altro, per dare vita a una dimensione nuova, in cui amore, lingua e civiltà si sono ibridati. Lei per amore si fa pastora e insieme percorrono quelle grandi vie di scambio e di comunicazione che sono i tratturi. L’autrice, con un linguaggio che esprime mirabilmente questa realtà, ci propone un vero e toccante esempio di contaminazione culturale”.

 Costantino Piemontese – Menzione speciale sezione Prosa “Pastorale Aquilana”

La giuria ha riconosciuto in Costantino Piemontese un narratore di grande equilibrio e sensibilità.

Il suo racconto, sospeso tra giallo storico e introspezione contemporanea, attraversa secoli di storia per mostrare come la transumanza non sia solo un’eredità del passato, ma un codice di comportamento morale.

Attraverso la figura di un poliziotto curioso e idealista, Piemontese ci restituisce una visione moderna della transumanza come valore civile e strumento di conoscenza, dove la memoria diventa motore di responsabilità collettiva.

Una Puglia che continua a camminare

Gli autori pugliesi — Carla Cipriani, Lucio Toma, Rosa Serra, Luigi Presutto, Marinita De Nittis, Ella Clafiria Grimaldi, Lucia Guida, Costantino Piemontese — hanno saputo incarnare l’anima del Premio, trasformando la memoria dei tratturi in poesia, etica e racconto.

La loro presenza testimonia il forte legame culturale tra Abruzzo e Puglia, due regioni unite da secoli di transumanza e oggi da un cammino letterario condiviso, rafforzato dal gemellaggio tra il Premio “Tratturo Magno” e il concorso pugliese “Il Rovo”, nel segno di una comune visione: fare della parola un luogo di incontro, di libertà e di futuro.