Il Tar di Bari ha respinto i ricorsi presentati dopo le elezioni regionali pugliesi del novembre 2025, confermando l’attuale composizione del Consiglio regionale. Restano esclusi Alleanza Verdi e Sinistra, nonostante il superamento della soglia del 4%, e candidati come Nichi Vendola, Lucia Parchitelli, Gianni Stea, Sergio Clemente e Alessandro Leoci. AvS attacca la legge elettorale regionale, definendola “ingiusta” e penalizzante per il pluralismo.
Si chiude, almeno per ora, la stagione dei ricorsi seguita alle elezioni regionali pugliesi del novembre 2025. Nella tarda serata del 21 maggio il Tar di Bari ha respinto i cinque ricorsi presentati contro l’esito del voto, confermando l’attuale composizione del Consiglio regionale.
La decisione più attesa riguardava le contestazioni legate alla soglia di sbarramento del 4%, tornate al centro del dibattito politico dopo l’esclusione di alcune liste e candidati nonostante il consenso ottenuto alle urne. Tra i casi più rilevanti quello di Alleanza Verdi e Sinistra, rimasta senza seggi pur avendo superato la soglia prevista dalla legge elettorale. Fuori dall’aula di via Gentile anche l’ex presidente della Regione Nichi Vendola, candidato con AvS.
Respinti inoltre i ricorsi legati alle esclusioni dei Popolari e di alcuni candidati come Lucia Parchitelli, Gianni Stea, Sergio Clemente e Alessandro Leoci.
La vicenda aveva alimentato polemiche fin dall’indomani del voto, soprattutto per il caso AvS, giudicato da molti emblematico delle criticità della legge elettorale pugliese. Secondo i ricorrenti, il sistema di attribuzione dei seggi avrebbe prodotto effetti distorsivi, limitando la rappresentanza nonostante il superamento della soglia di accesso.
Il pronunciamento del Tar arriva dopo una prima serie di decisioni emesse il 7 maggio scorso, quando erano stati respinti anche i ricorsi presentati da Sergio Blasi, Francesca Bottalico e Domenico Damascelli. Alcuni dei candidati esclusi avevano già annunciato la volontà di valutare un appello al Consiglio di Stato.
Secondo indiscrezioni emerse nelle ultime settimane, i giudici amministrativi avrebbero seguito un orientamento già espresso dal Consiglio di Stato in precedenti sentenze, in particolare in un pronunciamento del 2016 relativo a casi analoghi.
Tra le vicende più discusse resta quella di Lucia Parchitelli, esclusa dal Consiglio regionale nonostante oltre 23mila preferenze raccolte nella circoscrizione di Bari, caso diventato simbolo delle contestazioni rivolte all’attuale sistema elettorale regionale.
AvS: «Legge elettorale ingiusta e poco rappresentativa»
«Le ragioni che ci hanno portato a presentare il ricorso al Tar di Bari non erano soltanto giuridiche, ma profondamente politiche», ha dichiarato il segretario regionale di AvS, Mino Di Lernia.
«Questa legge elettorale — ha aggiunto — è sbagliata, poco chiara e ingiusta, perché favorisce le forze politiche maggiori e riduce il pluralismo democratico, invece di tradurre realmente il consenso degli elettori in rappresentanza istituzionale. Anche questa volta oltre 100mila pugliesi sono rimasti senza rappresentanza per una manciata di voti».
Di Lernia ha quindi chiesto al Consiglio regionale e al presidente Michele Decaro di avviare un percorso di riforma della legge elettorale regionale: «Serve una normativa più equilibrata, rappresentativa e capace di restituire piena centralità alla volontà degli elettori e dei territori».



