Continua il trend positivo per il turismo religioso a Monte Sant’Angelo. Secondo i dati diffusi dal Comune, nel 2025 si registra un significativo incremento sia degli arrivi sia delle presenze dei pellegrini diretti al Santuario di San Michele Arcangelo.
Nel dettaglio, gli arrivi sono passati dai 25.293 del 2024 ai 29.633 del 2025, con un aumento del 17,2%, mentre le presenze sono cresciute dell’11,5%, passando da 72.092 a 80.380.
A commentare i dati è il sindaco D’Arienzo: «Monte Sant’Angelo continua a crescere, sia negli arrivi che nelle presenze. I numeri registrati attraverso la piattaforma della tassa di soggiorno, quindi trasmessi direttamente dalle strutture ricettive, restituiscono un quadro differente rispetto a quello riportato dal DMS regionale. Per questo abbiamo già chiesto agli uffici competenti un approfondimento e un riallineamento: su dati così importanti è necessario che tutte le piattaforme parlino la stessa lingua».
Dal Comune fanno inoltre sapere che nei dati del 2025 mancano ancora le rilevazioni relative ai primi tre mesi dell’anno, a causa di un problema tecnico legato alla piattaforma comunale. Un periodo che, nel 2024, aveva fatto registrare circa 1.800 presenze.
«Si tratta di un elemento rilevante – aggiunge il sindaco – perché dimostra che il 2025 si colloca già ai livelli più alti della serie storica e, una volta completato l’allineamento dei dati, potrà consolidare un nuovo record, superando anche il 2023».
Il primato precedente risale proprio al 2023, anno in cui Monte Sant’Angelo aveva registrato 24.804 arrivi e 80.473 presenze.
Soddisfazione anche nelle parole dell’assessore al Turismo, Rosa Palomba: «Viviamo questi risultati con grande senso di responsabilità e gratitudine. Monte Sant’Angelo ha intrapreso un percorso impegnativo, fatto di scelte non sempre semplici, di confronto continuo e di tanto lavoro silenzioso condiviso con chi crede nel futuro della comunità».
«Quando si parla di cultura e turismo – aggiunge – i risultati non arrivano mai nell’immediato: sono processi lunghi che richiedono tempo, pazienza e coerenza. C’è ancora molto da fare, soprattutto sul fronte dei servizi e dell’accoglienza, ma questi numeri rappresentano uno stimolo importante a proseguire con determinazione e umiltà un percorso che può crescere solo se condiviso e radicato nella comunità».



