Il sindaco D’Arenzo lancia l’allarme sulla situazione della città che destate passa da 4mila a trentamila residenti.
Il problema più grave è che mancano i medici di famiglia, a Peschici sono andati tutti in pensione. L’emergenza aumenta con l’estate quando il paese di 4mila abitanti arriva a 30mila. Si ha difficoltà a trovare medici per il servizio di guardia medica. Il sindaco Luigi D’Arenzo, lancia l’allarme e cerca rimedi.
Qual è la situazione? «Quest’anno siamo riusciti a contrattualizzare due medici per la guardia medica turistica. Nel 2025 non si presentò nessuno. La questione è che i medici sono equiparati a liberi professionisti: decidono loro dove andare. La nostra viabilità non è delle migliori e abbiamo problemi di collegamenti».
Due medici bastano?
«Certo che no, non si riesce a coprire i turni. Il 16 luglio si riapre il bando e siamo in contatto con una nostra concittadina che dovrebbe aderire. Dal 2023 appena eletti abbiamo stanziato un contributo per convincere i medici a lavorare da noi. Offriamo vitto, alloggio e carburante. Per chi abita a Peschici rimborsiamo l’affitto della casa. Sono circa 10mila euro».
Date quindi un incentivo? «Diamo un incentivo per accettare Peschici. Lo facciamo anche per i medici di famiglia. Perché dopo l’estate non abbiamo più la guardia medica e la continuità assistenziale. Bisogna rivolgersi ai punti di primo intervento, il più vicino è a Vico del Gargano, dove non è detto che ci sia il medico. Problema vecchio vent’anni da quando hanno chiuso i pronto soccorso nei paesi».
A Peschici come fate? «L’emergenza sono i medici di base. Negli ultimi 4 anni sono andati tutti in pensione, ne è rimasto solo uno, e abbiamo due medici a Rodi Garganico. Gli
ospedali più vicini sono San Giovanni Rotondo (quasi 2 ore per arrivare in ambulanza) e San Severo (un’ora e mezza). Le ambulanze restano fuori tante ore, e non abbiamo copertura. I medici del 118 nella nostra provincia sono 43 quando ne servono 130».
Di cosa c’è bisogno?
«Servono strutture sul territorio per gestire almeno gli interventi minimi. In questi mesi a Peschici abbiamo un’ambulanza con medico e infermiere e un ambulatorio con tre infermieri. Ma molte volte l’ambulanza è fuori, e si sta pensando di spostare i medici sull’automedica per andare anche in altri paesi in difficoltà».
C’è soluzione?
«Vanno fatte delle riforme strutturali dal governo e dalla Regione: vanno recuperati i medici in pensione. E per chi ha patologie conclamate bisognerebbe rendere valida la ricetta almeno per un anno, evitando di intasare il medico di base. Si parla delle case di comunità, ma come le riempiamo?».
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