Si chiude uno dei filoni dell’inchiesta della Polizia di Stato che un anno fa aveva portato allo smantellamento di un’organizzazione accusata di rifornire di cocaina e hashish diverse piazze di spaccio tra il Gargano, il Molise, la Bat e le Marche. Sono arrivate le prime condanne, insieme ad alcune assoluzioni e a un rinvio a giudizio.
Il procedimento, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia, riguarda l’operazione che aveva portato all’arresto di undici persone ritenute coinvolte in un articolato traffico di stupefacenti.
Al centro dell’inchiesta figura l’albanese Elidon Buxheli, conosciuto con i soprannomi di “Leo” e “Nano Malefico”, ritenuto dagli investigatori il promotore e organizzatore del sodalizio criminale.
Il giudice ha applicato nei suoi confronti una pena di quattro anni di reclusione, sostituendo la misura con la detenzione domiciliare.
Condanna a quattro anni anche per Leonardo Cursio, indicato dagli inquirenti come uno dei principali referenti del gruppo.
Per Costantino Folla è stata applicata una pena di tre anni e quattro mesi. Emanuele Francesco Di Guglielmo ha invece patteggiato due anni e sei mesi, con sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità e immediata scarcerazione.
Stesso beneficio per Alessandro Maria Colella, condannato a due anni e dieci mesi e scarcerato. Per Rosita Sacco è stato accolto il patteggiamento, mentre Antonio Rocco Augelli, che non ha aderito al rito alternativo, è stato rinviato a giudizio.
Per Angelo Di Nauta è stata invece pronunciata una condanna a due anni e cinque mesi. Il tribunale lo ha assolto dall’accusa relativa alle armi, riqualificando invece l’imputazione sul traffico di stupefacenti.
Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni di reclusione per Di Nauta, quattro anni e quattro mesi per Folla e due anni per Giannetta.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione era in grado di movimentare ingenti quantitativi di cocaina e hashish tra Lesina, San Severo, Campomarino, Cerignola, Ruvo di Puglia e San Benedetto del Tronto.
L’accusa sostiene che Buxheli, insieme ad Angelo Di Nauta e Leonardo Cursio, dirigesse il gruppo, curando i rapporti con i fornitori e garantendo il costante approvvigionamento degli altri componenti dell’organizzazione.
Tra gli episodi contestati figura il trasporto di 13 chilogrammi di hashish destinati al mercato marchigiano, oltre a numerosi trasferimenti di cocaina dalla zona di Lesina verso Cerignola.
Nelle oltre cento pagine dell’ordinanza cautelare, gli investigatori hanno ricostruito anche i viaggi della droga effettuati da Rosita Sacco insieme al compagno Leonardo Cursio.
In una conversazione intercettata, la donna si lamentava del compenso ricevuto per aver trasportato 20 chilogrammi di hashish, ritenendo insufficiente la somma di mille euro rispetto ai rischi affrontati.
Le indagini hanno inoltre delineato il profilo di Elidon Buxheli, descritto come particolarmente prudente e diffidente. Secondo gli investigatori, comunicava quasi esclusivamente tramite WhatsApp, utilizzava auto intestate a terzi, cambiava frequentemente modalità di spostamento e frequentava soltanto luoghi ritenuti sicuri, gestendo personalmente i contatti con gli importatori e lo smistamento della droga.
Le condanne rappresentano uno dei primi esiti giudiziari dell’inchiesta. Per gli imputati rinviati a giudizio il procedimento proseguirà nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.



