Menu Chiudi

DIVIETO DI BALNEAZIONE A CAGNANO VARANO, STOP AI BAGNI NELLE SORGENTI: SCATTA L’ORDINANZA, TRA TUTELA AMBIENTALE E SICUREZZA

È quanto stabilito dall’Amministrazione comunale, con l’ordinanza sindacale n. 19 del 25/08/2026, che segna una decisa stretta sulla fruizione delle sorgenti naturali e dei canali di deflusso presenti sul territorio.

Scatta il “divieto assoluto di balneazione, immersione, nuoto e stazionamento in acqua” all’interno di tutte le sorgenti e nei canali di deflusso immediatamente adiacenti presenti nel territorio di Cagnano Varano. 

È quanto stabilito dall’Amministrazione comunale, con l’ordinanza sindacale n. 19 del 25/08/2026 avente a oggetto “Divieto assoluto di balneazione, immersione e introduzione di sostanze inquinanti e di prelevo e rilascio di flora e fauna, presso tutte le sorgenti naturali a tutela della salute pubblica e della biodiversità locale”.

L’ordinanza, che ha valore immediato e resterà in vigore fino eventuale revoca, segna una decisa stretta sulla fruizione delle sorgenti naturali e dei canali di deflusso presenti sul territorio. Le sorgenti di Cagnano Varano, si legge nel documento in premessa, ricadono all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Gargano. Si tratta di un’area “di straordinario valore naturalistico”, caratterizzata da un equilibrio ecologico fragile e dalla presenza di specie di flora e fauna rigorosamente protette.

Negli ultimi tempi, l’afflusso incontrollato di visitatori e bagnanti ha messo a duro prova l’habitat locale. La presenza umana massiccia porta infatti con sé l’accumulo di rifiuti e il rilascio in acqua di prodotti chimici e sostanze inquinanti — come creme solari e detergenti — capaci di alterare la chimica del bacino idrico e danneggiare la biodiversità. 

Accanto a motivazioni attinenti la tutela dell’ambiente, il provvedimento si fonda su precise ragioni igienico-sanitarie e di sicurezza personale: da una parte, l’assenza di controlli analitici (le acque delle sorgenti “non rientrano tra quelle adibite alla balneazione secondo i monitoraggi ufficiali del Ministero della Salute e dell’Arpa Puglia”). Di conseguenza, la mancanza di una sorveglianza microbiologica regolare “espone chi si immerge a potenziali rischi per la salute”); dall’altra il pericolo di shock termico (le acque sorgive mantengono temperature particolarmente basse, intorno ai 14 °C. Il contrasto termico con le elevate temperature estive “può provocare improvvisi shock termici o fenomeni di idrocuzione”, ponendo un grave pericolo per l’incolumità fisica dei bagnanti). 

Per tutte queste motivazioni, “con decorrenza immediata e fino a revoca del presente provvedimento” viene ordinato “il divieto assoluto di balneazione, immersione, nuoto e stazionamento in acqua all’interno di tutte le sorgenti presenti nel territorio comunale e nei canali di deflusso immediatamente adiacenti, il divieto di abbandono di rifiuti di qualsiasi genere, nonché l’introduzione di sostanze chimiche, detersivi, creme solari o altri agenti contaminanti”, nonché il divieto “di prelievo e rilascio di flora e fauna”.