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COLPITA DA TUMORE AL PANCREAS, DA VIESTE, APPELLO PER CRISTINA: «AIUTATECI PER UNA POSSIBILITÀ DI CURA»

La famiglia ha avviato su GoFundMe la raccolta “Aiutiamo Cristina a curarsi”, chiedendo un sostegno economico.

«Abbiamo due splendide figlie di 14 e 15 anni che la amano immensamente e che hanno un disperato bisogno della loro mamma». È da queste parole che nasce l’appello di Pasquale Spina per sua moglie Cristina Trimigno, alla quale, nel luglio 2025, è stato diagnosticato un adenocarcinoma duttale del pancreas metastatico.

La famiglia ha avviato su GoFundMe la raccolta “Aiutiamo Cristina a curarsi”, chiedendo un sostegno economico per affrontare il costo di una nuova possibilità terapeutica. A rilanciare la storia, con un messaggio pubblicato da Vieste l’8 ottobre, è stata anche Francesca Toto, amica di Cristina: «Chi può aiuti, il mare è fatto di gocce».

Nel testo della raccolta, Pasquale ripercorre i mesi che hanno cambiato la vita della moglie e delle loro figlie, Luisa e Lucia. Secondo quanto riferisce, una TAC eseguita nel marzo 2025 per altri motivi descriveva il pancreas come «regolare». La famiglia sostiene che una successiva rivalutazione abbia individuato nelle immagini la presenza del tumore già in quella fase.

È un passaggio doloroso della testimonianza del marito, che riferisce di una possibile occasione di diagnosi anticipata. Si tratta del racconto della famiglia: il materiale disponibile non consente di accertare responsabilità sanitarie né di stabilire quale sarebbe stato l’esito di una diagnosi precedente.

Dopo un’iniziale regressione con la chemioterapia, spiega Pasquale, la malattia ha ripreso a progredire. Da qui la ricerca di un’altra opportunità di trattamento.

La famiglia ripone le proprie speranze nel daraxonrasib, un farmaco sviluppato da Revolution Medicines. Il medicinale ha ottenuto l’approvazione della FDA statunitense il 26 agosto 2026 per specifici pazienti adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico; l’azienda ha inoltre comunicato l’avvio di una valutazione progressiva da parte dell’autorità europea EMA. Questi passaggi non equivalgono a una garanzia di guarigione né permettono di indicare una data certa di disponibilità in Italia.

Nell’appello, Pasquale indica un costo di 39.800 dollari al mese, una cifra che la famiglia non può sostenere da sola. Il messaggio condiviso da Francesca Toto riporta un obiettivo complessivo di 250 mila euro, destinati a coprire più mesi di terapia.

La richiesta di aiuto nasce dunque dall’urgenza di raccogliere le risorse necessarie per il percorso di cura prospettato dalla famiglia.

«Anche condividere può aiutarci»

Pasquale racconta di aver preso ispirazione dalla raccolta fondi di Angelica Pasculli, un’altra mamma con la stessa diagnosi, la cui storia aveva ricevuto visibilità attraverso un servizio televisivo. Anche la famiglia di Cristina, riferisce il marito, ha contattato una redazione, senza ottenere risposta.

Ora l’appello è affidato alle persone che potranno leggerlo e diffonderlo. La raccolta, precisa Pasquale, è gestita direttamente dalla famiglia.

«Se non avete la possibilità di aiutarci economicamente, vi saremmo comunque grati se condivideste questa nostra triste storia», scrive. Una richiesta rivolta anche a chi non può donare, ma può contribuire a far conoscere la vicenda.

Al centro ci sono Cristina, suo marito e due ragazze che stanno affrontando la malattia della loro mamma. La loro richiesta è concreta: trovare il sostegno necessario per darle una nuova possibilità di cura.

Per leggere l’appello della famiglia e contribuire alla raccolta: Aiutiamo Cristina a curarsi su GoFundMe.

https://gofund.me/e10fcb833

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