Si è conclusa a Vieste la decima edizione di Oleocentrica – La Settimana dell’Olio, con un confronto sulle sfide dei mercati internazionali e sul futuro del comparto olivicolo-oleario.
Confrontarsi con mercati sempre più competitivi e portare il valore delle produzioni italiane di olio extravergine d’oliva oltre i confini nazionali. È stato questo il filo conduttore del talk conclusivo della decima edizione di Oleocentrica – La Settimana dell’Olio, che ha riunito a Vieste rappresentanti istituzionali, esperti, produttori e protagonisti della filiera.
Al centro del confronto, il futuro del settore e il rapporto tra identità produttiva, valorizzazione del territorio e capacità di internazionalizzazione.
La consigliera regionale Graziamaria Starace, portando i saluti dell’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, ha sottolineato il valore culturale e identitario dell’olio extravergine, considerato anche un importante strumento di promozione del territorio.
Un concetto ripreso dall’assessore alle Politiche Agricole del Comune di Vieste, Alessandro Del Zompo, che ha evidenziato il ruolo della manifestazione nel valorizzare il patrimonio olivicolo e le persone che quotidianamente lo custodiscono.
«In questi giorni abbiamo unito le esperienze del territorio con l’olio extravergine d’oliva, abbiamo fatto cultura e divulgazione e raccontato il Gargano in tutta la sua ampiezza e bellezza. Ora dobbiamo guardare oltre per ampliare lo spettro di azione di questo progetto. Ci saranno novità importanti per la prossima edizione», ha dichiarato.
Un bilancio positivo anche per la direttrice organizzativa di Oleocentrica, Sabrina Pupillo: «La decima edizione rappresenta per noi un traguardo importante. Abbiamo registrato grande interesse per il nostro olio extravergine e gli ospiti presenti hanno contribuito a far conoscere meglio l’olio verde, sia sotto il profilo tecnico sia per le sue possibilità di abbinamento e utilizzo».
Tra gli interventi, quello della senatrice Gisella Naturale, presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo sviluppo e la valorizzazione del settore olivicolo-oleario, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico della filiera. Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, ha invece portato l’esperienza dell’Ercole Olivario, presente a Vieste come ulteriore strumento di promozione e valorizzazione della qualità italiana.
Sul tema della comunicazione e del posizionamento sui mercati internazionali si è concentrato l’intervento di Mariella Cerullo, responsabile marketing e pubbliche relazioni di Oleificio Zucchi e vicepresidente di Federolio. L’obiettivo, ha sottolineato, deve essere quello di superare una comunicazione basata esclusivamente sull’origine del prodotto: non basta raccontare da dove proviene un olio, ma è necessario costruire valore e rendere riconoscibile la qualità dell’extravergine ai consumatori di tutto il mondo.
Una sfida che riguarda l’intera filiera e che impone di ripensare strategie e strumenti di comunicazione, accompagnando il passaggio dell’olio da semplice commodity a prodotto di valore, capace di raccontare biodiversità, qualità, cultura, sostenibilità e innovazione.
Anche Nicola Ruggiero, presidente di Oliveti d’Italia, ha invitato i produttori a sfruttare pienamente gli strumenti di comunicazione oggi disponibili, rafforzando al contempo il legame con i territori e aprendosi a nuove opportunità sui mercati esteri.
A testimoniare concretamente le possibilità offerte dall’internazionalizzazione è stata infine l’esperienza di Antonio Mitrione, produttore di olio extravergine d’oliva e olive da tavola. A soli 28 anni, dopo una laurea magistrale in Food Marketing e un tirocinio in Spagna, Mitrione è tornato sul Gargano, a Carpino, senza però rinunciare a una prospettiva internazionale.
La sua azienda, Oilivis, oggi realizza circa il 50% del proprio fatturato attraverso l’export in 15 Paesi, tra Europa e mercati lontani come Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone.
Un esempio concreto di come identità territoriale e apertura internazionale possano convivere, trasformando l’olio extravergine in un vero ambasciatore del Gargano e della qualità italiana.



