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RIVOLTA DEGLI OLIVICOLTORI, CENTINAIA DI TRATTORI SUL GARGANO: “OLIO A 4 EURO, LAVORIAMO IN PERDITA. NON SE NE PUÒ PIÙ”

Protesta all’alba contro il crollo dei prezzi all’ingrosso e l’impennata dei costi di produzione. Agricoltori pronti a lasciare le olive sugli alberi. Piemontese: “La Regione pronta ad aiutare il comparto, ora attendiamo il Governo”.

Centinaia di trattori sulle strade di Carpino, nel cuore del Gargano, per denunciare una crisi che rischia di mettere in ginocchio l’intero comparto olivicolo. È esplosa questa mattina, 12 ottobre, la protesta degli agricoltori, esasperati dal crollo delle quotazioni dell’olio extravergine d’oliva all’ingrosso e dall’aumento dei costi di produzione. Una mobilitazione che ha richiamato produttori da diversi centri del promontorio, tutti accomunati dalla stessa preoccupazione: continuare a raccogliere le olive potrebbe non essere più economicamente sostenibile.

“Non se ne può più”, è il grido che si è levato dagli oliveti garganici. La campagna olearia è appena cominciata, ma per centinaia di aziende agricole il rischio è quello di chiudere la stagione con pesanti perdite.

Dalle prime ore dell’alba gli olivicoltori hanno attraversato con i propri mezzi agricoli le principali arterie di accesso a Carpino, uno dei centri più importanti della produzione olearia pugliese, per richiamare l’attenzione delle istituzioni su una situazione giudicata ormai insostenibile.

Saverio Serlenga