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SALVARE UN BAMBINO DAL SOFFOCAMENTO: PEDIATRI IN PIAZZA PER LEZIONI GRATUITE

“Una Manovra per la Vita” porta circa mille istruttori in oltre 90 piazze e luoghi di incontro. La società scientifica SIMEUP insegna a riconoscere l’emergenza e a intervenire: quando usare la Heimlich, cosa cambia nei lattanti e gli errori da evitare. Migliaia di genitori hanno chiesto di imparare.

Un acino d’uva, un pezzo di wurstel, una piccola parte di un giocattolo. Il pericolo può arrivare durante un pasto o mentre si gioca. Il bambino prova a respirare ma l’aria non passa: chi gli è accanto deve riconoscere subito quello che sta accadendo e sapere come intervenire.

Oggi domenica 11 ottobre 2026 è tornata in piazza “Una Manovra per la Vita”, l’iniziativa della Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica. Secondo il programma nazionale diffuso da SIMEUP, circa mille istruttori sono stati impegnati per tutta la giornata in oltre 90 piazze e luoghi di incontro. Le esercitazioni erano gratuite e rivolte a genitori, nonni, insegnanti, baby-sitter e ragazzi.

L’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica. «In un’emergenza non basta voler aiutare: bisogna sapere cosa fare», sottolinea Vincenzo Tipo, presidente nazionale della società scientifica SIMEUP. «Vogliamo che queste conoscenze entrino nelle case e nelle scuole e che sempre più cittadini siano pronti a intervenire».

La piazza offre l’occasione di provare su manichino, con la guida degli istruttori, gesti che una descrizione scritta aiuta a comprendere ma che vanno anche esercitati.

Quanti bambini muoiono per soffocamento

Il soffocamento da corpo estraneo provoca ogni anno morti evitabili. Il comunicato diffuso il 9 ottobre 2026 per l’appuntamento torinese, organizzato con la Pediatria d’Urgenza del Regina Margherita e la Croce Verde, indica circa 30 decessi pediatrici l’anno in Italia. Precedenti documenti istituzionali hanno riportato una stima di circa 50 morti annue nel nostro Paese e 500 in Europa.

Sono stime provenienti da fonti e periodi diversi: non vanno presentate come un conteggio nazionale aggiornato al 2026, né utilizzate per dedurre una diminuzione dei decessi. La documentazione istituzionale richiama anche circa mille ricoveri annui in Italia. Gli episodi risolti senza arrivare in ospedale rendono il problema più ampio di quanto mostrino le sole ospedalizzazioni.

Il segnale da riconoscere: la tosse diventa inefficace

Se il bambino tossisce con forza, respira e riesce a parlare o piangere, incoraggiarlo a tossire e sorvegliarlo. Non eseguire compressioni o colpi sulla schiena mentre la tosse è efficace.

Se non riesce a parlare, piangere o tossire efficacemente, l’ostruzione è grave: chiedere aiuto e far chiamare subito il 112 o il 118, iniziando le manovre. Se si è soli, usare il vivavoce senza ritardare il soccorso. Comunicare indirizzo, età e condizioni del bambino.

Va ricordato ch

La manovra di Heimlich (o spinta addominale) è una tecnica salvavita di primo soccorso usata in caso di ostruzione totale delle vie aeree da parte di un corpo estraneo (come un pezzo di cibo).

Quando intervenire

Ostruzione parziale (la persona tossisce, respira o parla): Non fare nulla se non incoraggiarla a continuare a tossire.

Ostruzione totale (la persona non riesce a tossire, parlare o respirare, spesso portandosi le mani alla gola): È necessario agire immediatamente. Chiamare il numero unico di emergenza 112 (o 118).

Come si esegue (Adulti e bambini sopra 1 anno coscienti)

Colpi sulla schiena: Posizionati di lato e leggermente dietro alla persona, sostienile il torace con una mano e dai fino a 5 colpi energetici tra le scapole usando il palmo dell’altra mano.

Compressioni addominali (Heimlich): Se i colpi non funzionano, mettiti alle spalle della persona e abbracciala all’altezza dell’addome.

Chiudi una mano a pugno e posizionala nell’addome, nel punto compreso tra l’ombelico e lo sterno.

Afferra il pugno con l’altra mano ed effettua fino a 5 compressioni rapide e profonde verso l’interno e verso l’alto (come per sollevare la persona).

Alterna 5 colpi sulla schiena e 5 compressioni addominali finché il corpo estraneo non viene espulso o la persona perde coscienza.

Casi particolari e controindicazioni

Lattanti (bambini con meno di 1 anno): La manovra di Heimlich è vietata perché può danneggiare gli organi interni. Si utilizzano invece compressioni toraciche e colpetti dorsali specifici per neonati.

Persone incoscienti: Interrompere la manovra e iniziare subito la Rianimazione Cardiopolmonare (RCP).

Donne in gravidanza o persone fortemente obese: Le compressioni addominali non vanno fatte sull’addome, ma si sostituiscono con compressioni toraciche (nella stessa posizione usata per il massaggio cardiaco o leggermente più in alto

Sopra l’anno: come eseguire la manovra di Heimlich

La Heimlich consiste dunque in spinte addominali e si usa nel bambino oltre l’anno, cosciente, con ostruzione grave, dopo i colpi dorsali inefficaci. Sostenere il bambino e inclinarlo in avanti. Dare fino a cinque colpi distinti tra le scapole, con la base del palmo, controllando dopo ciascuno se l’ostruzione si risolve. Se non basta, mettersi dietro di lui, inginocchiandosi se necessario, e circondare il tronco con le braccia. Chiudere una mano a pugno e appoggiarla sopra l’ombelico e sotto l’estremità dello sterno, senza premere su sterno o costole. Afferrare il pugno con l’altra mano ed eseguire fino a cinque spinte rapide verso l’interno e verso l’alto, con forza adeguata alla corporatura. Alternare fino a cinque colpi dorsali e cinque spinte addominali. Fermarsi appena l’ostruzione si risolve; se perde coscienza, passare alla rianimazione.

Sotto l’anno: niente spinte sull’addome

Nel lattante si alternano colpi dorsali e compressioni toraciche.

Sistemarlo a pancia in giù sull’avambraccio, sostenuto dalla coscia, reggendo testa e mandibola senza comprimere il collo. Tenere la testa più bassa del torace e dare fino a cinque colpi tra le scapole. Se inefficaci, girarlo supino sostenendolo e dare fino a cinque spinte sulla metà inferiore dello sterno. Le linee guida europee 2025 indicano la tecnica dei due pollici con le mani che circondano il torace, da apprendere con l’istruttore. Alternare le sequenze finché si libera l’ostruzione o perde coscienza.

Se perde coscienza

Adagiarlo su un piano rigido e iniziare la rianimazione, con il soccorso telefonico in vivavoce. La sequenza pediatrica prevede cinque ventilazioni iniziali, poi compressioni e ventilazioni: 15 a 2 per chi è formato nel PBLS, altrimenti 30 a 2. Se non si riesce a ventilare, eseguire comunque le compressioni seguendo l’operatore. Usare il DAE appena disponibile, seguendone le istruzioni.

Non cercare il corpo estraneo alla cieca con le dita: rimuoverlo soltanto se chiaramente visibile e facilmente raggiungibile. Non scuotere il bambino né appenderlo per i piedi; non tentare di far scendere il boccone con acqua o altro cibo. Dopo un episodio grave serve una valutazione sanitaria, anche se il bambino sembra stare meglio.

La prevenzione comincia dal taglio degli alimenti

Il rischio dipende anche da forma, consistenza e dimensioni del cibo. Uva e pomodorini vanno tagliati longitudinalmente in pezzi piccoli, evitando di lasciarli interi; i wurstel non vanno offerti a rondelle, che conservano una forma capace di chiudere le vie aeree. Evitare anche i pezzi di pane.

Nei bambini piccoli evitare frutta a guscio intera, popcorn e caramelle dure; adattare consistenza e dimensioni dei bocconi alle capacità di masticazione. Il pasto va consumato seduti, con un adulto presente, senza correre o giocare con cibo in bocca.

Tenere fuori portata piccoli oggetti e frammenti di giocattoli; rispettare le indicazioni di età dei prodotti.

A fine giornata si registra un record di piazze, istruttori, presenze e riscontri positivi per l’iniziativa “Una Manovra per la vita” della Simeup. “Migliaia di cittadini hanno partecipato oggi, domenica 11 ottobre, alle attività gratuite nelle piazze italiane. Genitori, nonni, insegnanti e ragazzi hanno seguito le dimostrazioni degli specialisti e preso parte attivamente alle esercitazioni, provando le manovre da eseguire in caso di ostruzione delle vie aeree e arresto cardiaco – spiega Vincenzo Tipo, presidente della Simeup e primario del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono – a guidarli, circa mille istruttori Simeup, che hanno reso la formazione accessibile anche a chi non aveva mai frequentato un corso.

«Quando un corpo estraneo ostruisce completamente le vie aeree, il bambino non riesce a respirare e in pochi minuti la mancanza di ossigeno può provocare danni gravissimi al cervello. Non c’è tempo di aspettare di arrivare in ospedale: bisogna intervenire sul posto e bisogna saperlo fare – aggiunge Tipo – conoscere le tecniche e saper eseguire correttamente le manovre può aiutare a salvare delle vite. Per questo giornate come quella di oggi rappresentano momenti importantissimi di prevenzione».

Una partecipazione che ha trasformato le piazze in luoghi di apprendimento: i cittadini si sono fermati, hanno fatto domande e si sono messi alla prova con l’assistenza degli istruttori. Un coinvolgimento che conferma il valore della scelta di portare il primo soccorso pediatrico fuori dagli ospedali, incontrando le famiglie nei luoghi della vita quotidiana.

«È stata la Manovra dei record: record di piazze, di istruttori, di presenze e di riscontri positivi – prosegue Tipo –. Ringrazio gli specialisti, i volontari e i referenti locali che hanno reso possibile questa giornata, e tutti i cittadini che hanno partecipato. Ci piace pensare che, dopo una giornata così intensa, anche un solo bambino possa essere salvato grazie a ciò che qualcuno ha imparato in piazza: questa sarebbe la nostra vittoria».

«Il risultato più bello è stato vedere tante persone passare dall’ascolto alla pratica, facendo domande e provando le manovre insieme ai nostri istruttori – sottolinea Francesca D’Aiuto, referente nazionale Simeup dell’iniziativa –. Anche chi si è avvicinato per la prima volta ha potuto esercitarsi e comprendere l’importanza dei gesti da compiere. Questa partecipazione ci dà una spinta ulteriore a continuare il lavoro nei territori».

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