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CARO GASOLIO, L’ARCIVESCOVO DEL GARGANO ATTACCA POLITICA E TV NAZIONALI: “UN SILENZIO DA REGIME, FA RIBREZZO”

Il duro intervento di Moscone a sostegno della protesta di agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori. Nel mirino le istituzioni nazionali ed europee e i grandi mezzi d’informazione.

Anche la Chiesa scende in campo a sostegno degli agricoltori e degli autotrasportatori della Capitanata, impegnati da giorni in una mobilitazione contro il caro carburante e l’aumento dei costi di produzione. A prendere posizione è l’arcivescovo del Gargano, Franco Moscone che denuncia il disinteresse della politica nazionale e delle istituzioni europee, riservando parole particolarmente dure anche alle principali emittenti televisive italiane, accusate di ignorare una protesta che sta coinvolgendo centinaia di lavoratori e imprese.

Un intervento netto, quello del presule, che arriva mentre la crisi del settore agricolo e dell’autotrasporto continua a provocare pesanti ripercussioni sull’economia locale, con particolare riferimento alla filiera olivicola, già alle prese con il calo dei prezzi riconosciuti ai produttori e l’aumento delle spese per carburante, energia e trasformazione.

“C’è tanto disinteresse da parte della politica che conta, dalle istituzioni nazionali ed europee, e anche da parte della stampa e dei tg nazionali. Fa veramente ribrezzo non aver visto nessun giornalista della Rai o di Mediaset. Non se ne parla e si sta zitti, questo a mio giudizio è un comportamento da regime”.

Parole particolarmente forti, con le quali Moscone contesta quello che considera un silenzio ingiustificabile rispetto alle difficoltà di un comparto fondamentale per l’economia del Gargano e dell’intera provincia di Foggia.

Il riferimento è alle manifestazioni pacifiche che vedono protagonisti autotrasportatori, agricoltori e produttori, scesi in strada per chiedere interventi concreti contro l’impennata dei costi e la progressiva riduzione dei margini economici.

L’arcivescovo ha voluto sottolineare anche il ruolo dell’informazione territoriale, contrapponendo il lavoro delle testate locali alla scarsa attenzione che, a suo giudizio, viene riservata alla mobilitazione dai grandi network nazionali.

“Ringrazio, invece, voi delle testate giornalistiche locali che con mezzi sicuramente minori fanno conoscere la realtà del momento”.

Un riconoscimento al lavoro dei giornalisti del territorio, impegnati a documentare i presidi, le difficoltà degli operatori economici e le conseguenze della protesta sulla vita quotidiana dei cittadini.

Sul Gargano, dove l’olivicoltura rappresenta una delle principali attività economiche, l’aumento dei costi di produzione si somma alle difficoltà di mercato e alla pressione inflazionistica che grava sulle famiglie.

Il rincaro del gasolio incide sulle lavorazioni agricole, sulla raccolta delle olive, sul trasporto e sulla trasformazione, mettendo in difficoltà sia i produttori sia gli impianti della filiera.

Le proteste di questi giorni, con presidi e trattori lungo le principali arterie della provincia, rappresentano dunque l’espressione di un malessere economico che coinvolge l’intero sistema produttivo locale.

È in questo contesto che si inserisce la presa di posizione dell’arcivescovo, che richiama l’attenzione sulla necessità di ascoltare le istanze dei lavoratori e delle imprese, denunciando quella che ritiene un’insufficiente attenzione nazionale alla crisi.

Un intervento che aggiunge anche la voce della Chiesa al dibattito sulla mobilitazione in corso, mentre agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori continuano a chiedere risposte alle istituzioni.

saverio serlenga