Menu Chiudi

CRISI OLIO VIESTE/ RICAVI DIMEZZATI E COSTI RADDOPPIATI, OLIVICOLTORI VIESTANI SUL PIEDE DI GUERRA: “SUBIAMO PIÙ DI TUTTI”

La protesta del settore olivicolo a Vieste, raccolta delle olive e trasformazione bloccate.

L’olio a 3.80 e il gasolio agricolo a 1.70: per questo motivo olivicoltori, titolari dei frantoi e agricoltori di Vieste, sono scesi in strada interrompendo la raccolta e la trasformazione delle olive. Tre i presidi, uno sul lungomare, così come documentato sulla pagina Facebook ‘La magica Vieste di Mario e Giulia’.

    “Le istituzioni e i tg nazionali non ci calcolano, ma l’agricoltura intanto è ferma. Dobbiamo però ripartire. Per solidarietà e amicizia i frantoi hanno chiuso il ciclo di trasformazione da olive a olio”:

Un agricoltore: “Vogliamo il giusto riconoscimento per il lavoro di un anno di lavoro e una vita intera. Siamo quelli che subiscono più di tutti. Vogliamo vendere il prodotto a un prezzo degno di quello proposto. È indegno vendere l’olio a 3.80 e acquistare gasolio agricolo a 1.70″.

Sull’argomento è intervento anche Giuseppe Nobiletti, presidente della Provincia e sindaco di Vieste, secondo cui c’è bisogno di sostegni a fondo perduto sul gasolio: “Solo ascoltando di persona autotrasportatori e agricoltori ho toccato con mano la situazione che grava sulle loro aziende: gasolio alle stelle, olio sceso da ottocento a 400 euro al quintale, redditività dimezzata. Nuovo credito significa nuovi debiti: la strada giusta è il sostegno diretto. E la Puglia, prima in Italia per produzione d’olio, merita un prodotto difeso dall’olio straniero spacciato per italiano. Massimo sostegno a chi protesta. Ora Governo e Regione facciano presto”.