“Siamo schierati dalla parte degli olivicoltori che, insieme agli agricoltori e agli autotrasportatori, protestano pacificamente da cinque giorni e hanno anche allestito dei presidi a Vieste”.
Lo comunica in una nota Gaetano Dimauro, portavoce del MoVi.
“L’olivicoltura è un settore fondamentale dell’economia viestana. Siamo tutti olivicoltori, è la nostra gente, il fiore all’occhiello della produzione d’eccellenza non solo pugliese, ma di tutta Italia. L’aumento del costo dei carburanti e, contestualmente, il crollo dei prezzi dell’olio d’oliva sono la classica goccia che rischia di far traboccare il vaso. Noi non possiamo permetterlo”.
“C’è bisogno di intervenire a livello strutturale affinché il settore possa tornare a essere competitivo e remunerativo. Il mancato raccolto rischia di avere conseguenze catastrofiche su tutta la filiera olearia garganica: perdita di posti di lavoro, possibilità che le aziende non riescano a onorare i debiti e, infine, l’abbandono delle campagne da parte dei più giovani”.
“Proprio per tutelare chi lavora onestamente, siamo anche d’accordo che chi beneficia di incentivi, indennizzi o qualsiasi altro emolumento da parte delle Istituzioni, o di ammortizzatori sociali per il settore, debba essere sottoposto a controlli rigorosi su tutta la catena produttiva. E che sia richiesta una certificazione trasparente, con contratti di lavoro regolari e seri per tutti gli addetti”.
“Senza i giovani, soprattutto, rischiamo di giocarci completamente il futuro del comparto oleario viestano e garganico a favore di oli provenienti da altre nazioni. Si perderebbe così non solo un’attività economica della nostra tradizione ma anche un pezzo dell’identità e della storia viestana e italiana”.



