“Abbiamo tentato di fermare il campo largo che governa la Puglia dall’approvare la legge sugli ‘Affitti brevi’, ma non ci siamo riusciti e ne siamo rammaricati per tre motivi:
- calpesta i princìpi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, a partire dalla tutela della proprietà privata e della libertà di iniziativa economica garantite dagli articoli 3 e 41 della nostra Carta;
- di fatto si cristallizza una realtà a favore delle strutture ricettive esistenti, punendo tutti coloro che non potranno più chiedere l’autorizzazione all’apertura di nuove case vacanze o b&b;
- se davvero si pensa che bloccando nuove attività turistiche (case vacanze o B&B) si possa risolvere il problema degli studenti e famiglie in cerca di alloggio e allora il problema non è politico, ma sociologico: questa maggioranza rosso-giallo non conosce né il mercato immobiliare, né le problematiche che vivono i proprietari e gli affittuari.
“Insomma, su volontà della Giunta regionale – è bene ricordare che si tratta di un Disegno di Legge fortemente voluto dal presidente Antonio Decaro – si è approvato un provvedimento dirigista, punitivo e ideologico, pensato con la presunzione che la casa dei pugliesi – il frutto di sacrifici di una vita, una riserva di valore o un piccolo strumento per integrare il reddito familiare – sia un bene sotto tutela pubblica, a disposizione dei desideri regolatori e dei divieti dei sindaci o della burocrazia regionale.
“La verità è che questo governo regionale non sta governando il turismo: ma sta facendo ostruzionismo contro i cittadini. Volete trasformare i Comuni in podestà fiscali e urbanistici, autorizzati a imporre tetti numerici e barriere burocratiche (come le folli pretese di polizze assicurative obbligatorie per i privati o complicatissime pratiche SUAP) che soffocano il mercato e la libertà d’impresa. La carenza di alloggi a lungo termine non si combatte vessando i proprietari di case vacanza, ma introducendo garanzie contro le morosità e liberando il mercato dalle catene della burocrazia statalista.
“Per tutte queste ragioni, perché questo DDL nasce già zoppo, incostituzionale e marcatamente illiberale, il Gruppo di Fratelli d’Italia non lo ha votato.”
Il presidente Paolo Pagliaro
i consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia:
Tonia Spina (vicepresidente),
Dino Basile,
Luigi Caroli,
Giannicola De Leonardis,
Andrea Ferri,
Nicola Gatta,
Renato Perrini,
Tommaso Scatigna,
Antonio Scianaro,
Giampaolo Vietri
spiegano i motivi del voto contrario



