Il comparto olivicolo sta attraversando una profonda crisi che ha spinto numerosi sindaci di “Città Gargano” a mobilitarsi. Le massicce proteste con trattori e presidio del Casello autostradale di Poggio Imperiale hanno avuto sostegno dalla convocazione dei Consigli comunali del promontorio. L’obiettivo è dare voce istituzionale e condividere le criticità racchiuse nei documenti approvati da indirizzare al Governo nazionale e alla Commissione Europea.
Il documento approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Vico del Gargano, nella seduta monotematica del 23 ottobre, su cui sono confluite la mozione di Città Gargano, illustrata dal consigliere delegato all’Agricoltura Tomaso Angelicchio, e quella dell’opposizione a firma dei consiglieri Daniele Cusmai e Vincenzo Murgolo, esposta da Cusmai, fotografa una realtà che la politica romana ed europea farebbe bene a non sottovalutare.
I comuni della Capitanata, prima realtà d’Italia per valore aggiunto agricolo, e il Gargano, sono a un passo dal collasso strutturale. E se la politica nazionale ha liquidato finora la crisi come un fenomeno settoriale, l’assise di Vico sbatte sul tavolo la durezza dei dati: le radici del dramma sono profonde, figlie di pressapochismo e di riforme rimaste sulla carta. I paradossi di questa crisi gridano vendetta sotto gli ulivi. Da un lato, il prezzo dei carburanti ha raggiunto vette speculative insostenibili, con accise statali che drenano margini risicati.
Dall’altro, il dramma silenzioso degli olivicoltori, che assistono impotenti al crollo verticale del prezzo dell’oro verde locale, svalutato dai giganti della Grande Distribuzione Organizzata e da un’importazione selvaggia di olio extra-UE di dubbia qualità.
Il risultato? I ricavi della raccolta non coprono nemmeno i costi vivi della manodopera e della molitura, mentre i frantoi vengono strangolati da bollette energetiche fuori controllo. Ma c’è un elemento temporale che trasforma questa delibera, nell’intervento del sindaco Raffaele Sciscio, in un ultimatum: il fattore tempo.
La prosecuzione dei blocchi stradali anche solo per poche ore rischia di innescare danni irreversibili alla tenuta sociale del territorio. I primi segnali sono già visibili a occhio nudo: scaffali dei supermercati vuoti, code chilometriche alle stazioni di servizio. La paralisi minaccia ormai i servizi pubblici essenziali, dall’igiene urbana alla sanità, fino al diritto allo studio, con centinaia di studenti pendolari impossibilitati a raggiungere le proprie sedi.
Il Consiglio Comunale di Vico del Gargano denuncia senza mezzi termini il “silenzio assordante” e l’immobilismo del Governo Centrale, che ha spinto l’Amministrazione comunale a muovere i passi verso i vertici istituzionali: da Palazzo Chigi a Bruxelles, investendo persino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella come garante della coesione nazionale.
Le richieste avanzate sono chiare: inviare formalmente”alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (On. Giorgia Meloni), al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministro per gli Affari Europei e il PNRR (On. Tommaso Foti) e, a Bruxelles, al Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea (On. Raffaele Fitto).
A PRETENDERE dal Governo Nazionale la proclamazione immediata dello Stato di Crisi Straordinario per la Capitanata, disponendo misure d’urgenza quali: un taglio immediato e temporaneo delle accise sul carburante ad uso professionale e agricolo per sbloccare i trasporti; l’introduzione di una moratoria fiscale e contributiva di almeno 12 mesi per tutte le aziende agricole, olivicole e di autotrasporto operanti nella provincia di Foggia; l’attivazione di ristori straordinari attinti dai Fondi di Sviluppo e Coesione, chiedendo l’intervento diretto dell’On. Raffaele Fitto per rimodulare le risorse a salvaguardia delle filiere del Sud.
A INVESTIRE DIRETTAMENTE il Vicepresidente UE Raffaele Fitto affinché si faccia promotore presso la Commissione Europea di misure straordinarie di flessibilità nell’uso dei Fondi di Coesione, attivando “aiuti di stato” in deroga per difendere il tessuto produttivo, agricolo e logistico italiano ed europeo dagli shock energetici.
A CHIEDERE la convocazione urgente di un Tavolo di Crisi Interministeriale permanente da tenersi presso la Prefettura di Foggia, con la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori in rivolta e dei Sindaci del comprensorio “Città Gargano”.
A DICHIARARE lo stato di mobilitazione permanente del Consiglio Comunale, coordinandosicon le altre assise civiche del territorio per attuare forme di protesta istituzionale condivise fino a quando non perverranno risposte concrete da Roma.” In questo contesto “Città Gargano” si pone come lo strumento chiave per superare i campanilismi e fare massa critica: una cabina di regia territoriale per sostenere e governare la crisi.
michele angelicchio



