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VICO/ IL LECCIO DEL CONVENTO “E’SOLO FERITO”.   

E’ solo ferito; un po’sballottato, strattonato un po’ di qua un po’ di là, ma riusciremo a salvarlo, dobbiamo salvarlo. E’ già successo e succederà ancora, ma non sarà una tromba d’aria a privarci della chioma più bella del mondo arboreo.

E’ fermo, un po’ curvo per gli anni, ma radici profonde uno dei simboli di Vico del Gargano; il più amato, coccolato, curato, fotografato come una star: il monumentale, il patriarca, il secolare leccio del Convento dei Cappuccini. Il Quercusilex e la sua storia  “Fra Nicola da Vico del Gargano , cappuccino , avendo trovato una piccola pianta di elce vicino a un abbeveratoio, la trapiantò al centro del piazzale del convento facendola benedire dal padre guardiano. Non si conosce la data esatta del fatto ; si sa, tuttavia, che Fra Nicola morì nel 1719 in età avanzata.

 Si può dedurre quindi che il leccio abbia circa tre secoli di vita. Il tronco misura quasi cinque metri di circonferenza e la chioma ha più volte raggiunto i cinquanta metri . Nel 1934 , a causa della neve e di una forte tempesta , cadde un grosso ramo che lasciò nell’albero un ampio vuoto tuttora visibile. Fu allora necessario imbrigliare i rami con grossi tiranti di ferro. L’Amministrazione comunale nell’ottobre del 1995, avvalendosi del Prof. Alessandro Chiusoli dell’Università di Bologna , provvedeva a nuova sistemazione .

Il Registro degli Alberi, un’organizzazione di volontariato che promuove la conoscenza degli alberi monumentali e la loro tutela, certifica un’età stimata tra i 300 e i 400 anni. L’albero è stato più volte oggetto di intervento di restauro, che ha permesso di preservarne la salute e la bellezza. Questo leccio, piantato ai tempi della fondazione del convento dei Cappuccini, è sempre stato considerato un simbolo del convento e della comunità di Vico del Gargano.

Albero importante nella cultura mediterranea, simbolo di forza, longevità e saggezza, un monumento vivente che ricorda la storia e la tradizione del luogo. Per noi è un amico, silenzioso, complice, mai una parola fuori luogo sui nostri peccatucci veniali, molto veniali. Il compagno di mille serate nelle pause del Laboratorio teatrale “K”; la tradizionale sosta del Venerdì santo; l’attesa per la santa Messa; gli importanti appuntamenti religiosi: la festa del Crocifisso, San Francesco e San Pio. Faremo di tutto per curarti le ferite e tornerai più grande e bello di prima.

 michele angelicchio