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SIPONTO/ RIEMERGONO DUE ANTICHE CHIESE. VOLPE: “QUI UNO DEI PARCHI ARCHEOLOGICI PIÙ IMPORTANTI D’ITALIA”

Una paleocristiana e l’altra medievale: le nuove scoperte nell’area del porto. Centinaia di visitatori all’Open Day nonostante la pioggia. L’obiettivo è valorizzare 1500 anni di storia dell’antica città.

Una giornata straordinaria dedicata all’archeologia, alla storia e alla riscoperta delle radici storiche della Capitanata. L’Open Day organizzato presso il Parco archeologico di Siponto ha visto la partecipazione di centinaia di visitatori, appassionati e cittadini che, nonostante la pioggia, hanno potuto osservare da vicino i risultati dell’ultima campagna di scavo guidata dagli archeologi Giuliano Volpe e Giovanni De Venuto dell’Università di Bari e Roberto Goffredo e Maria Turchiano dell’Università di Foggia. Le indagini stratigrafiche più recenti hanno riportato alla luce reperti ed evidenze monumentali di eccezionale valore, confermando l’importanza dell’antica città portuale romana e medievale nel panorama del Mediterraneo.

L’iniziativa ha coronato il lavoro di ricerca condotto in forte sinergia dalle Università degli Studi di Foggia e di Bari, in stretta collaborazione con le soprintendenze e i poli museali del territorio.

I nuovi saggi archeologici hanno esteso la comprensione dell’impianto urbano dell’antica Siponto, consentendo di delineare meglio le fasi di transizione tra l’epoca romana, la tarda antichità e l’alto Medioevo. “Le grandi novità nella zona del porto dove abbiamo scoperto due chiese, una di età tardo antica paleocristiana, l’altra di età medievale. Come vedete stiamo ricostruendo pezzo per pezzo 1500 anni di vita della vecchia Siponto – spiega con orgoglio il prof. Volpe -, lo stiamo facendo nelle varie parti della città per evidenziare elementi importanti sotto il profilo monumentale per la futura fruizione e valorizzazione e soprattutto realizzazzione di un grande parco archeologico che inglobi l’intera città di Siponto. Questa zona del Gargano può e deve diventare uno dei parchi archeologici più importanti d’Italia”.

Saverio serlenga