L’emersione di nuovi focolai conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sul Gargano, dove la presenza della Xylella rappresenta una minaccia per un comparto agricolo particolarmente importante.
La lotta agli insetti che trasmettono il batterio
Uno degli aspetti centrali delle strategie di contenimento riguarda il controllo degli insetti vettori, responsabili della trasmissione del batterio da una pianta all’altra. Tra questi figura la Philaenus spumarius, comunemente conosciuta come sputacchina, uno dei principali vettori della Xylella negli oliveti.
L’Università di Foggia è impegnata nello sviluppo di nuove tecniche di monitoraggio attraverso i progetti di ricerca COVECSI e SOS, che studiano il comportamento degli insetti e i meccanismi utilizzati per individuare le piante ospiti.
“Il nostro obiettivo è stato quello di studiare delle sostanze emesse dalle piante che gli insetti utilizzano per localizzare i propri ospiti”, chiarisce Germinara.
La ricerca si concentra in particolare sui segnali chimici prodotti dalle piante, che potrebbero essere sfruttati per realizzare trappole specifiche capaci di rilevare tempestivamente la presenza degli insetti adulti negli oliveti.
Si tratta di strumenti ancora oggetto di studio, potenzialmente utili a rendere più efficaci le attività di sorveglianza e a individuare le aree nelle quali intervenire per limitare la diffusione del batterio.
Oltre 21mila ettari di oliveti, l’appello agli agricoltori
La posta in gioco è particolarmente alta in un territorio che conta oltre 21mila ettari di oliveti, compresi esemplari monumentali che rappresentano una componente importante del paesaggio e dell’identità agricola del Gargano.
Accanto alle attività di ricerca e ai controlli istituzionali, Germinara richiama l’importanza della collaborazione degli agricoltori, che possono contribuire all’individuazione precoce di eventuali situazioni sospette.
“Devono essere gli stessi agricoltori a interessarsi, nel momento in cui dovessero vedere degli abbassamenti anomali della chioma delle piante, a segnalare questo al servizio fitosanitario che può intervenire”, sottolinea il professore.
La presenza di disseccamenti o alterazioni della chioma non costituisce, da sola, una diagnosi di Xylella, ma rappresenta un possibile segnale da sottoporre agli accertamenti del servizio fitosanitario competente.



