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Marco Raduano: “Chiedo di essere messo alla prova”

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Intervista di OndaRadio a Marco Raduano tornato in libertà con l’indulto.

A proposito di condono di perdono, di grazia, di remissione, insomma di amnistia, per farla ancora più breve di indulto, ne sono usciti oltre ventimila in tutta Italia. Qualche “Cavallo Bianco”, per dirla alla D’Annunzio, ora è a briglie sciolte anche dalle nostre parti. 

L’effetto di ritrovarmelo di fronte ve lo risparmio. Mentre lo guardavo, non lo avevo mai visto prima, mi veniva in mente la faccia dell’amico cui questo “cavallo bianco”, oggi, così docile aveva puntato una pistola per rapinarlo. Quell’amico oggi non c’è più. Ma, ricordo bene la sua faccia quando mi raccontò l’accaduto. Così in un attimo un misto di rabbia, rassegnazione da una parte e di sfida dall’altra mi assalgono. Vale quello che declamò Baldassarre Castiglione ne “Il Cortigiano”: perdonando troppo a chi falla, si fa ingiustizia a chi non falla?…. O vale quello che ha scritto Laurence Sterne: solo i coraggiosi sanno perdonare…. Un vigliacco non perdona mai: non è nella sua natura.

Quanti anni hai ?
23

Come ti chiami?
Marco Raduano

Studi ?
No…

Ti sarebbe piaciuto ?
Si… tanto…

Cosa avresti studiato?
Non saprei mi piacciono gli animali, forse il veterinario… qualunque cosa ma non quello che ho fatto.

Sei contento delle tue giornate?
Ora va meglio… anche se…

Non trattiene la smorfia… il fastidio… Si contorce sulla sedia… lo si legge sul viso. Vorrebbe gridare che ci sono troppi moralisti senza morale….

Da grande cosa vorresti fare?
L’onesto cittadino

Trovi ostacoli?
Si… purtroppo tanti…

Com’è il carcere?
Duro. Assurdo.

Descrivi la giornata tipo?
Mattino passeggio, cucinare, pomeriggi: leggere, sera: pensare… pensare… scrivere.

Hai avuto quindi modo di riflettere?
Tanto…

Hai avuto modo quindi di pensare che ognuno di noi ha dei limiti ?
Si…

Che non significa altro che essere umili?
Si……

Marco è nato così o lo è diventato?
Lo è diventato

Sei fidanzato?
Si!

Ma tu l’ami?
Tanto!

E… quindi credi nel futuro?
Si… tanto

Rifaresti quello che hai fatto?
Assolutamente no!!!

Allora sei pentito?
Si…

Quando te ne sei accorto di aver sbagliato?
Dopo la sofferenza, in carcere hai tanto tempo per pensare…

E pensi di aver scontato la giusta pena?
Prova ad immedesimarti, nei miei momenti, in tutti i momenti della giornata…

Ora che sei libero, diciamo fuori dal carcere, la vita ti sembra più facile o più difficile?
Più difficile.

E perché?
Difficile inserirmi nella società, trovo porte chiuse dovunque.

Ti è capitato di incontrare qualcuno a cui avevi recato del male?
Si…

E cosa hai pensato quando l’hai visto?
Ho provato imbarazzo… tanto imbarazzo…

Saresti capace di fermarlo e confessargli che eri tu quello che gli recò l’offesa?
Si.

Hai usufruito dell’indulto, dello sconto di pena, la società crede nel tuo recupero, ma tu ci credi in Marco… sarai forte?
Io c’ho sempre creduto.

E ora che cosa chiedi?
Una mano…

Che significa?
Un aiuto da parte delle istituzioni, della società dei cittadini. Di mettermi alla prova.

Ma la società già ti ha aiutato?
Si, però si potrebbe fare di più. Chiedo di fare su se stessi un esperimento, di dire a se stessi. crederlo nel profondo, d’essere capaci di aiutare veramente?

Sai che non è semplice perdonare specie certe offese, certo se uno è un buon cristiano ci crede perdona….Tu credi in Dio?
Si… senza la sua presenza non sarei qui…

Ti riesci ad immaginare nei panni di un lettore che legge questa intervista: secondo te che cosa penserà?
Spero che non pensi che sono qui a farmi pubblicità, gli altri si fanno un vanto di essere stati in galera… io me ne vergogno !!! Chiedo un’altra opportunità, ho un futuro davanti sono ancora giovane. Ho commesso i reati a quasi 18 anni…

Ora cosa ti aspetti?
Ho trascorso gli anni più belli della mia vita in carcere, sicuramente farò tesoro di questa brutta esperienza… e che la società non si faccia prendere da pregiudizi e mi possa dare la possibilità di far conoscere un altro Marco.

Oggi è tempo di coscienza planetaria, caro Marco, cioè privilegiare il lontano per dimenticare il vicino. La raccolta di fondi per i terremotati, per la ricerca sul cancro, accudire il cane abbandonato. A Natale “pensare” agli orfanelli dell’Opera Pia di S. Francesco. Aiuti minimi, ma aiuti. Quanto basta a salvare le apparenze e sciacquarsi la coscienza. I viestani progressisti tenteranno veramente di mettersi nei panni degli affamati e dei miserabili?

Noi ti auguriamo, Cavallo Bianco, di poter sprigionare tutte le tue voglie di riscatto nella prateria della vita. Non basta solo leggerlo, dirlo o scriverlo: <<…errare è umano, perdonare divino>>.

"Voglio solo aggiungere, se me lo permetti, che non tradirò, mi farò coraggio, ma voi non abbiate paura!"