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Trovata la casa di caccia di Federico II dagli archeologi foggiani.

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E’ stata ritrovata la casa di caccia preferita dall’Imperatore Federico II di Svevia. Nel corso delle ricerche archeologiche attualmente in svolgimento da parte dell’Università degli di Foggia, sotto la direazione di Giuliano Volpe, ordinario di archeologia tardoantica e Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Foggia, e di Pasquale Favia, Docente di Archeologia medievale, nell’area di San Lorenzo in Carmignano, grazie a prospezioni aerofotografiche e ad una ricognizione archeologica sistematica, è stato possibile localizzare il sito della celebre ”domus pantani”, la casa di caccia preferita dall’Imperatore Federico II di Svevia per le sue battute di caccia. «I documenti medievali attestano una residenza di grande lusso, dotata di veri e propri giardini, zone umide create artificialmente, recinti per le belve feroci, boschi ideali per uno dei tipi di caccia preferiti dall’imperatore, la caccia con il falcone» scrive l’archeologo Volpe.
Posta non lontano da Masseria Pantano – che conserva significativamente il toponimo della residenza federiciana – una masseria attualmente in totale stato di grave e colpevole abbandono e degrado, a poche centinaia di metri dalle zone in rapida espansione edilizia, «l’area occupata dalla ”domus” di caccia dell’Imperatore è attestata dalla presenza in superficie di numerosi materiali archeologici di età medievale, tra cui – prosegue Volpe – pregevoli elementi marmorei decorati di età sveva e frammehti ceramici medievali. L’ipotesi è peraltro supportata dal toponimo, oltre che dalle fotografie aeree che documentano la presenza di un grande abitato di età medievale, sovrappostosi a fattorie di età romana ed anche ad un grande villaggio neolitico: una strordianria stratificazione archeologica la cui indagine consentirebbe di ripercorrere la storia di Foggia e del suo territorio. Solo lo scavo, che si spera di poter avviare quanto prima, potrà confermare la scoperta e consentire di conoscere uno dei monumenti federiciani più famosi al mondo». Inoltre, «notevoli possono essere le opportunità di recupero di un’area degradata della periferia della città e del suo rilancio anche a fini turistici, grazie all’asse costituito dai vicinissimi insediamenti medievali di Foggia, San Lorenzo in Carmignano e Pantano, accomunati dalla grande attenzione loro rivolta dall’imperatore svevo, snodo fondamentale di un percorso normanno-svevo-angioino in Capitanata». Per questo, «si sottolinea l’urgenza di predisporre misure di tutela, attraverso il vincolo dell’area, e la necessita di sostenere un piano finalizzato alla conoscenza e alla valorizzazione, a partire dallo scavo archeologico, come mezzo insostituibile per ottenere dati di verifica all’ipotesi avanzate sulla base delle fonti documentarie e delle ricerche di superficie ed aeree. Per una città come Foggia – conclude Volpe – , che si richiama continuamente al “mito” di Federico II, il sito di Pantano si qualifica come un caso esemplare per lo studio della evoluzione degli abitati di pianura della Puglia settentrionale, fra età antica ed epoca normanno-sveva, per la ricostruzione dell’intero paesaggio medievale della Capitanata e per la possibile valorizzazione culturale, paesaggistica e turistica dell’area».