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Partita la battaglia per difendere gli iscritti in “banche rischi”.

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Lanciata la campagna in favore dei protestati e degli incappati, a vario titolo, nella Centrale Rischi e Banche Dati sottoposti ad una vera e propria gogna civile. Oggi lo spettro dell’iscrizione nelle liste nere del debitore o presunto tale, viene agitato non solo quando ci si ritrova innanzi ad un moroso, che ammette il proprio debito ma è impossibilitato a fronteggiare il pagamento, ma anche quando il creditore pretende dei soldi, che non gli sono dovuti. Quando si finisce in una centrale rischi ha inizio per il malcapitato un autentico calvario. Il nome, secondo la legge, dovrebbe restare iscritto per 5 anni. Non avviene mai così. Il più delle volte dopo 10 anni si continua ad essere censiti. Il fatto più grave è che quando un soggetto riesce finalmente a pagare il proprio debito, nella maggior parte dei casi anche quadruplicato, il viatico non finisce, poiché la cancellazione dei nomi dalla lista dei cattivi pagatori, non avviene per automatismo come sarebbe logico, ma devono trascorrono almeno due anni. Proprio per questo motivo gli esperti dello Snarp hanno elaborato una  serie di moduli che si possono scaricare dal sito internet  www.snarp.it. Questi moduli  riempiti e trasmessi alla banca dati – la più importante è quella della Crif di Bologna – vanno inviati anche al Garante della Privacy e pure allo  Snarp. Questa procedura permette di conoscere la propria posizione in banca dati ed, una  volta acquisiti gli elementi di pregiudizio, di provvedere all’estinzione dell’ eventuale debito. Si può «scaricare» dal sito anche il modulo di richiesta di cancellazione del proprio nome dalle liste.