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Intervista a Domenico Spina Diana neo coordinatore cittadino di Forza Italia.

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«Poche risorse? Dopo le dichiarazioni di alcuni amministratori avrei voluto fare un manifesto…ci sono 15 milioni di euro!>>

Dopo quindici anni di governo della città e cinque da parlamentare Domenico Spina Diana si è preso alcuni mesi di pausa dall’attività politica («Mi sono dedicato alle letture ed alla famiglia»). Ora torna alla ribalta alla guida di Forza Italia a Vieste. In una lunga intervista rilasciata in esclusiva ad Ondaradio, forse la prima così ampia e completa come mai c’era stata l’opportunità di fare negli anni di amministrazione, ha tracciato, con qualche reprimenda e molti suggerimenti, il momento  politico per Forza Italia e quello amministrativo della città.

«L'input nuovo che viene dalla direzione nazionale Forza Italia è quello di creare le organizzazioni periferiche del partito. — ha chiarito subito — Così oggi il compito di un coordinatore è quello di crearsi un'organizzazione che ingloba anche il rapporto costante con le amministrazioni, che si sia o meno al governo. Un partito nuovo però non incide nelle attività amministrative, affidate invece alle responsabilità degli amministratori, ma collabora sulle questioni principali a trovare soluzioni programmatiche, costruendo un'osmosi tra il partito ed il governo della città».

Eppure nel lungo periodo da sindaco molti hanno lamentato proprio questa carenza di rapporti fra partito ed amministrazione. Oggi ci ripensa: è l'ammissione di un errore?

«Una prima parte della mia esperienza amministrativa si è svolta quando c'era una vera e propria fuga dai partiti, nei primi anni novanta. Nessuno si avvicinava ai partiti, c'era l'effetto di Tangentopoli. Le novità sono venute con l'entrata in scena di Berlusconi che ha portato alla nascita di nuovi partiti ed i cittadini a ricredersi nella politica. Quando si governa una città deve però esserci qualcuno che organizzi il partito creando un rapporto con l'Amministrazione…».

Non c'erano gli uomini giusti per questo compito?

«No,… c'era anche una commistione. Alla guida del partito e del direttivo c'erano gli stessi amministratori. Credo invece che deve essere separato il ruolo del partito da quello amministrativo ma con il principio che il primo debba servire a quello dell'amministratore».

Da sei mesi c'è una nuova amministrazione. Spogliandosi un po' della veste politica, quali impressioni ha ricevuto dall'attività di questa nuova squadra? Ci sono forse problemi di amalgama?

«Alla presentazione delle liste dissi che in tutte e tre, quella dei Ds, della Margherita e del centrodestra c'era l'assenza drammatica dell'esposizione di un programma. Spesso si sottovaluta quest'aspetto. Si dice: prima andiamo alle elezioni, poi si vedrà. Qualche idea sulla carta c'era… anche se forse Forza Italia è stata l'unico a fare un tentativo di programma. Ovunque, anche nei comizi, non c'era la capacità di saper dire ai cittadini dove si voleva portare la città, quali i meccanismi della crescita e come reperire le risorse. Credo tuttavia, che non manchino le idee. Lo dico non solo per Forza Italia, ma per tutti i partiti. Questo comporta poi una difficoltà nell'inizio dell'attività di un'Amministrazione. So che è in atto una più specifica attività di riassumere in delle linee programmatiche certe, forti, un percorso di vita amministrativa a cui in questi giorni speriamo di dare fiducia e collaborazione. Durante la mia vita amministrativa ho avuto comunque nell'opposizione uomini, più che partiti, che hanno collaborato a costruire anche alcuni obiettivi, pur nel gioco dialettico. Credo perciò che ci siano anche molti uomini dell'opposizione maturi per poter contribuire alla formazione ed al percorso di queste linee programmatiche che quanto prima la CdL renderà più chiare alla città».

Nel corso di questi mesi ha avuto dei contatti con il sindaco Ersilia Nobile? C'è stato, al di là delle formalità una sorta di passaggio di consegne?

«Io… diciamo sono sempre disponibile… spesso sono stato visto come uno che si è defilato dalla politica… non conoscendo che questo non c'è stato. Avendo avuto una lunga esperienza alla guida della città, non mi sono candidato neanche da consigliere. Sono uscito in punta di piedi. Sono rimasto non assente ma defilato perchè è molto antipatico che ha fatto il sindaco per tanti anni sia ancora presente, sminuendo poi di fatto la figura del nuovo sindaco. Spesse volte ho ritenuto di non intervenire anche quando si valutava erroneamente un fatto per inesperienza, per non raggiunta competenza. Ma non ho mai voluto esprimere un giudizio o richiamare qualche amministratore su questi aspetti… Potrò semmai farlo nel ruolo d'impegno che ho assunto. Sono stati sempre comunque ottimi i contatti, anche se non frequenti e non sono volute essere delle entrature forzate nella scelte o nella mancanza di scelte che spesso ha caratterizzato questi mesi.

Ripensando alla primavera scorsa, nel momento in cui decise di sostenere in Forza Italia la candidatura a sindaco di Ersilia Nobile anzichè Raffaele Zaffarano, oggi cambierebbe idea, ha avuto dei ripensamenti?

«Credo che quella situazione fu il frutto di un'incapacità di scelta del gruppo consiliare, del direttivo poiché ognuno aveva una propria idea… forse sarebbe stato necessario partire sei mesi prima per fare per quelle primarie una scelta più serena. Fu il frutto dell'impossibilità di un accordo, che ho tentato almeno ufficialmente due volte per persone che avevano comunque una buona considerazione pubblica, avevano dato prova di capacità di governo e quindi erano a mio avviso idonei a svolgere quel compito. Questo accordo non è stato possibile, i tempi incalzavano, per cui stato necessario reperire fuori dal contesto politico di allora persone idonee. Credo la figura di Ersilia Nobile che comunque è una donna che viene da un'attività pubblica per l'esperienza da dirigente di vari distretti sanitari, unita ad un carattere decisionista, positivo nella politica, quindi le condizioni erano ottime…. Se si fosse andati a scegliere tra i papabili di prima avremmo creato delle fratture enormi, insanabili, in quel momento era opportuno passare ad un esterno al partito. Molti criticano l'attuale amministrazione per alcune mancate scelte, non tenendo presente la novità di un gruppo in cui solo un componente era presente nella passata giunta. Bisogna dare il tempo di impossessarsi pienamente dei problemi e di dare la caratterizzazione delle proprie qualità personali che, a mio avviso, ancora non emergono ma che ci sono anche all'interno di questa giunta».

Ascoltando talune dichiarazioni degli attuali assessori sembra che l'attività amministrativa sia un po' bloccata dalla carenza di risorse finanziarie. Velatamente si fa trasparire che avete lasciato una situazione strana, un po' particolare. Cosa è successo, che eredità avete lasciato?

«Devo dire che, quando ho sentito per la prima volta queste cose, sono rimasto così amareggiato che ho preso un appunto per fare un manifesto per spiegare alla gente… questo è proprio l'effetto di quella mancanza di conoscenza… di quel precipitarsi a fare dichiarazioni senza avere l'accortezza di impossessarsi dei problemi. Posso oggi affermare, fugando certi allarmismi, che Vieste oggi possa essere considerato, dal punto di vista finanziario, il migliore Comune di Capitanata. Spesso un neofita della politica che si avvicina all'Amministrazione vuole spendere, seguire qualche capriccio e non trova il capitolo di spesa. Nonostante i tagli alle spese, per cui dovevamo attenerci ad un aumento non superiore al 2% rispetto al consuntivo di due anni prima, imposti dal patto di stabilità, noi abbiamo delle risorse che basta rendere disponibili. Attualmente esiste infatti un avanzo di 15 milioni di euro, una risorsa che nessun Comune in Capitanata può vantare. Tale importo è dato da varie voci. Ci sono 5,5-6 milioni di euro di crediti vantati verso alcuni Comuni del Gargano per il conferimento in discarica dei rifuti con procedure che sono tutte in esecuzione perchè le ingiunzioni sono state vidimate dalla magistratura, quindi bisogna andare ad escutere nelle rispettive tesorerie. Fra questi Comuni, se alcuni stanno assolvendo lentamente gli impegni e possono essere oggetto di accordo, per due, Sannicandro ed e Ischitella, si sta sfiorando il dissesto, per cui è difficile recuperare i crediti dalle tesorerie per carenza di liquidità, ma va comunque fatto. Va tenuto presente però che nel rapporto fra pubbliche amministrazioni non c'è prescrizione. Esiste poi un piano vendita di alcuni locali del nuovo complesso "Adriatico" per 4 milioni di euro. C'è poi pronto un elenco degli usi civici, di attribuzione dei suoli dell'agro di Vieste posseduti civicamente da molti anni e periziati. Per questo è intervenuta una legge regionale del 2003 che rende già proprietari tali possessori dei suoli che, con una determina del dirigente del settore, senza alcuna delibera di Giunta, possono trasferirli nei registri immobiliari ed nei catasti con il pagamento di una certa somma. Sono 8.000 ettari già periziati fra gli anni '50 e '70 che, anche ad una cifra irrisoria di 500 euro per ettaro, danno almeno altri 4 milioni di euro. C'è poi una liquidità data di continuo da crediti, immobili in fitto, ecc. Abbiamo così un'eccezionale risorsa finanziaria che bisogna però saper governare. Per quegli aspetti che forse hanno sgomentato qualche amministratore… Quando si entra in un'amministrazione esiste un bilancio. I bilanci sono a pareggio, non si possono scombussolare le cifre che sono impegnate non per capriccio ma in base a convenzioni, a contratti… Non si può entrare e fare delle variazioni di bilancio… mi voglio comprare 50 computer, 30 scrivanie, mi voglio aumentare le indennità… Non si possono fare in corso di bilancio queste cose perchè signfica togliere da una parte dove ci sono impegni definiti e creare uno scombussolamento. Quindi, variazioni di bilancio un'Amministrazione che entra dovrebbe avere l'accortezza di non farne, se prima non se ne comprende come è perchè sia impegnata una spesa. E' vero che è necessaria una forte collaborazione dei dirigenti e dei responsabili di servizio perchè trovandosi con amministratori nuovi devono spiegare questi aspetti. E' pur vero però che spesso i dirigenti hanno una visione settoriale dei problemi e non globale. L'aspetto finanziario è dato da una visione di globalità. Prima di parlare di programmi c'e da considerare il governo finanziario della città. Va seguito perciò il bilancio prima di pensare di fare altre spese. Se c'è una carenza, eventualmente è di liquidità. Ma questo non è mai un problema per un Ente pubblico che ha comunque l'attribuzione finanziaria di competenza. Cioè per così dire, se ho le spalle forti posso chiedere alla mia tesoreria anticipazioni, come sempre si è fatto, seppure mai per grandi cifre. Dobbiamo guardare con fiducia alla situazione finanziaria. Il problema è invece programmatico, di come impiegare bene le risorse».

Quali input fornirà Forza Italia sotto la sua guida nell'ambito dell'amministrazione? Farà un po' da tutor per consiglieri ed amministratori azzurri e questo sarà facilmente digeribile dai diretti interessati?

«No, vedo il mio compito non tanto in questo,l'ho già detto. Il partito deve servire un'amministrazione e un'amministrazione si deve servire di un partito per consigli, indirizzi, attraverso un dialogo intenso. Anche per la caratterizzazione di Forza Italia come partito di maggioranza nella città e nella giunta nei rapporti con gli altri partiti, per quelli che sono i loro obiettivi nel governo della città. Una giunta non è mai uno zibaldone dove si mischia tutto. Ogni partito ha una sua identità e la deve saper esprimere la meglio. Con la conseguenza che Forza Italia è partito di maggioranza ed ha maggiore responsabilità anche affinchè gli altri due partii si esprimano al meglio. Tutto questo è un fatto scontato. Quello che mi interessa di più alla guida di questo provvisorio percorso è non solo l'aspetto organizzativo ma anche far capire a chi c'è ed a chi si avvicinerà al partito quali sono gli obiettivi della città e come si possono raggiungere. Se ho un bagaglio di esperienze, ora lo devo trasmettere, visto che prima, quando ero al governo, non l'ho potuto fare perché occupato. Soprattutto devo trasmettere un visione che non sia rinunciataria come quella che ho trovato quando mi sono insediato la prima volta e, ricordo, un rappresentante dell'opposizione disse che eravamo arrivati con il libro dei sogni. Così non è stato, abbiamo dato concretezza a quella visione nei vari settori».

Antonio Troia