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Dallo studio sui “Profumi e sapori del parco” un ricettario dei cuochi del Gargano.

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VIESTE – Un gesto d’amore per la terra del Gargano. Potrebbe essere questo il significato della ricerca, portata avanti in quasi cinque anni, da alcuni docenti dell’istituto professionale alberghiero di Vieste “E.Mattei” e dall’associazione “Cuochi del Gargano”, riguardante le antiche ricette di cucina del Promontorio.

“Profumi e sapori del parco” è il titolo dello studio, diventato poi un vero e proprio ricettario, presentato a Vieste nel corso di un convegno svoltosi in due parti, la prima presso l’auditorium dell’istituto polivalente, e la seconda nella sala ristorazione dell’Ipssar dove vi è stata l’esposizione e la degustazione dei piatti tipici, una kermesse di ingredienti semplici e genuini, sapientemente amalgamati dai cuochi di tutti i paesi del parco. 

Nel commentare il lavoro svolto, il presidente del parco del Gargano, Giandiego Gatta, che ha finanziato il progetto, ha inteso sottolineare “il valore culturale della nostra cucina. E se il parco del Gargano è uno dei più visitati d’Italia, lo deve anche all’ottima gastronomia che lo caratterizza – ha aggiunto Gatta -. Credo che dietro ogni sapore vi sia un sapere, perciò valorizzare un piatto tipico con le sue fragranze, significa riscoprire le nostre tradizioni”. Alla presentazione del nuovo ricettario della cucina del parco, è intervenuto anche il rappresentante per la provincia di Foggia dell’accademia italiana di cucina, Graziano Pretto, per il quale “quella del Gargano è una cucina stupenda che riesce a richiamare tanta gente, perché cucina significa viaggiare, significa movimento. Ci si sposta per il sol gusto di ricercare piatti particolari, fatti con ingredienti tipici che solo in determinati luoghi si trovano”. “Il problema – ha rilevato l’assessore provinciale alle attività produttive, Antonio Angelillis – è far capire, sopratutto ai nostri ristoratori, quanto sia importante inserire nei menù le nostre ricette accompagnate dai nostri vini. E’ questo un po’ il nostro cruccio, perché se riusciremo a far comprendere che valorizzando i nostri piatti si valorizzano gli interessi degli stessi operatori, avremo fatto un grande passo in avanti per lo sviluppo turistico della nostra provincia”.Sulla stessa lunghezza d’onda, il sindaco di Vieste, Ersilia Nobile, per la quale “riportare alla luce le ricette delle nostre nonne e proporle ai nostri ospiti significa veramente completare l’offerta turistica che il Gargano è in grado di presentare. Dietro ogni piatto c’è una storia – ha aggiunto la prima cittadina di Vieste – ed è questa che va raccontata agli ospiti, per far meglio intendere loro il perché di un determinato sapore e di un determinato gusto. Mi auguro che i nostri ristoratori comprendano l’importanza di tutto questo e possano offrire ciò che di tanto buono e saporito fa parte della nostra cucina”. Il presidente della Provincia, Carmine Stallone, presente alla manifestazione viestana, si è detto disponibile “ad organizzare altri corsi professionali perché si possano sempre più valorizzare i nostri piatti tipici”, mentre il maestro di cucina e presidente dell’associazione cuochi del Gargano, Pietro Martinelli, coautore con l’insegnante Ipssar, Francesco Clemente, e del fotografo, Nando Luceri, del progetto, ha manifestato l’opportunità “dell’inserimento dei piatti tipici nella ristorazione del Gargano perché hanno tutte le caratteristiche gustative e di qualità per poter competere con la cucina più raffinata. Quindi – per Martinelli – non solo cucina esclusivamente tipica ma cucina d’alto livello con i nostri sapori”.

La seconda parte della manifestazione, come detto, s’è svolta nella sala ristorazione dell’istituto alberghiero “Mattei”. Qui i piatti dei 18 paesi del parco sono stati messi in mostra in una esposizione davvero singolare, rappresentativa delle peculiarità del Gargano. Quindi c’è stata la degustazione che ha esaltato le pietanze che gli chef dell’Associazione cuochi del Gargano, assieme agli studenti dell’Ipssar, hanno saputo magnificamente preparare.