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Replica del Parco alla denuncia di Wwf e Lipu su abusi in località canale Ulse a Peschici

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Con riferimento alle denunce di WWF e Lipu su presunti abusi edilizi in località Canale Ulse inagro del Comune di Peschici, il Parco Nazionale del Gargano precisa che gli stessi “ricadono su suolo presente al di fuori del perimetro dell’area protetta”.

 L’Ente Parco, su nota redatta dal Corpo Forestale dello Stato  e C.T.A. – Coordinamento Territoriale per l’Ambiente – in merito ai fatti inerenti la denuncia, precisa  che “il Comando Stazione di Peschici su segnalazione fatta al 1515 del CFS in data 9 maggio 2006 interveniva in loco, ove accertava la presenza di un fabbricato allo stato grezzo risultato sottoposto a sequestro penale da parte della Polizia Municipale di Peschici nel 2004.  In data 5 luglio 2006 il Comando Polizia Municipale informava il Comando Stazione Forestale di Peschici di aver deferito all’Autorità Giudiziaria il responsabile di tale abuso edilizio. Si precisa inoltre“  – continua ancora la nota –  “che trattandosi di area fuori parco la competenza territoriale è del Comando Stazione di Vico del Gargano”. Quest’ultimo caso fornisce all’Ente Parco anche l’occasione per chiarire una volta per tutte un punto. Quale? Che le denunce di WWF e Lipu riguardano il più delle volte abusi che precedono la istituzione del Parco e comunque l’insediamento dell’attuale amministrazione. Spesso, inoltre, si riferiscono addirittura ad abusi commessi fuori area Parco, pertanto in zone non soggette alla giurisdizione dell’Ente Parco, ai suoi vincoli e controlli. Nell’ambito, invece, delle proprie competenze l’Ente di via Sant’Antonio Abate, sottolinea di aver finora osservato le uniche due strade a disposizione per intervenire efficacemente e legittimamente sull’argomento abusi. Ossia, da una parte di non autorizzare interventi aventi impatto ambientale, comportamento che l’attuale gestione dell’Ente Parco ha finora osservato, in maniera scrupolosa, sin dal suo insediamento; dall’altra di attivarsi per gli abbattimenti. Su questo ultimo punto il Parco dichiara di essersi subito attivato, individuando un responsabile del procedimento, che prima non c’era, allestendo una banca dati sul tema e procedendo, fase attualmente in corso, alla definizione del piano degli abbattimenti. Si appalesano pertanto strumentali e destituiti di fondamento le accuse sistematicamente rivolte all’Ente da parte delle solite associazioni ambientaliste che negli anni passati, “stranamente” tacevano sugli abusi perpetrati. L’Ente Parco avanza poi un’altra “riflessione” riguardo al PIRT (Piano Integrato Recupero Territoriale) di Lesina, sbandierato di recente sui mass media da Legambiente quale vittoria per via dell’annuncio dell’assessore regionale di un prossimo abbattimento di 800 villette sull’istmo. L’Ente Parco si chiede: Come mai adesso il Pirt va bene, dopo averlo più volte osteggiato?”