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Intervista a Guido Venturini, direttore generale del Touring Club Italiano

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Nelle case dei circa quattrocentomila abbonati al Touring Club Italiano un’immagine di Vieste sta accompagnando la proposta di rinnovo di abbonamento.

 Il lembo di terra che si cala in mare (la penisola di San Francesco fotografata all’imbrunire), alcuni curiosi affacciati alla piazzetta della Ripa che si gustano il panorama mentre altri consumano tranquillamente la propria cena. E’ questo lo scenario che campeggia sul pieghevole che accompagna il bollettino per il tesseramento allegato all’ultimo numero di «Qui Touring», il mensile del più noto club di promozione culturale e turistica del nostro Paese. E non solo, la stessa immagine è presente anche sul sito internet del Club e nelle principali agenzie di viaggio.

Per saperne di più sul come si è giunti alla decisione di usare Vieste come testimonial della campagna abbonamenti 2007 abbiamo interpellato Guido Venturini, direttore generale del Touring Club Italiano. «Non le dico quante centinaia e centinaia di immagini abbiamo valutato insieme ai nostri esperti di marketing e ad alcuni soci. — ci ha spiegato — Non trascurabile l’affetto che ci lega a quel territorio in quanto nell’arcipelago delle Tremiti abbiamo un villaggio gestito direttamente da noi, che tutti ci invidiano. Ci siamo innamorati di quella fotografia anche perché racchiude i tre elementi fondamentali per il quale in Touring propone l’Italia al Mondo intero. Il primo è legato alla cultura, il secondo la qualità della vita e tutti i prodotti eno-gastronomici e da ultimo il naturalismo e le bellezze naturali della nostra terra. Questa immagine è entrata nelle case di circa 400.000 associati, un numero enorme se pensa anche a quante persone appartengono a ogni nucleo familiare. Tutte persone attente, precise, interessate al turismo, sensibili al territorio, che sanno benissimo che non sono solo le grandi città a fare importante l’Italia (parlo di Roma, Venezia, Napoli, Firenze) ma che esistono realtà fantastiche e meritevoli di attenzioni e di visite anche nei piccoli centri».

Quali consigli si sente di dare al Gargano per migliorare il rapporto con i turisti?

«L’unica richiesta che faccio ai cittadini del vostro promontorio è quella di mantenere il rapporto di autenticità e di rimanere legati alle tradizioni del luogo. E’ importante pretendere rispetto ma anche dare accoglienza. La formula di incontro tra l’accoglienza dei cittadini che vivono quei luoghi e il rispetto di chi quei luoghi li va a visitare deve far risalire questa autenticità del turismo italiano. L’accoglienza è una cosa difficile da insegnare ma che ognuno dovrebbe avere dentro. Se andiamo a lavorare sul carattere dei giovanissimi, sulla loro educazione, insegnamenti che dovrebbero essere impartiti in primis all’interno delle famiglie e poi dagli insegnanti e nei rapporti con gli amministratori locali, si riuscirà a raggiungere un ottimo livello di armonia sul territorio. Mi creda, un paese bello, piacevole, gradevole per chi lo visita deve essere un paese bello, piacevole, gradevole anche per chi lo abita. Questo è il segreto dell’offerta italiana, fatta di autenticità, rispetto e legame con le proprie tradizioni e buone maniere».

Quindi, mi sta dicendo che per restare legati alle proprie tradizioni sarebbe meglio incentivare nei centri storici l’apertura di botteghe per la vendita di prodotti di produzione locale a scapito dei negozietti in cui vengono offerti articoli provenienti da continenti lontani?

«Su questo argomento lei sfonda una porta aperta con me! Abbiamo talmente tante possibilità di interessare i nostri visitatori con i prodotti locali che andare a mettere sul mercato prodotti costruiti in altre parti del mondo mi parrebbe proprio una grande sciocchezza. L’offerta deve essere un’offerta autentica. Il viaggiatore che ha fatto chilometri per venire a visitare dei luoghi desidera avere la possibilità di scoprire dentro quella bottiglia di vino, dentro quel formaggio, dentro quella frutta o verdura un sapore vero, un sapore autentico, come è la stessa voglia che hanno gli abitanti di quel luogo che non desiderano certo bere o degustare sapori venuti fuori da cicli industriali ma vanno alla ricerca dei prodotti autentici».

Destagionalizzazione: è una parola più difficile da pronunciare o da attuare?

«Sicuramente da attuare. E’ difficile non tanto perché non ci si voglia riuscire ma perchè abbiamo costruito un modo di lavorare nelle nostre mentalità che ci costringe a concentrare le nostre vacanze in quel terribile periodo dell’estate. Io penso che potrebbe essere utile riflettere sull’utilità di stravolgere le nostre abitudini, ad esempio non facendo andare i ragazzi a scuola il sabato allungando le ore di scuola nei 5 giorni della settimana per consentire alle famiglie di uscire più frequentemente nei week-end. C’è da pensare all’utilità di una pausa estiva così lunga o se sarebbe meglio spezzarla come già avviene in altre nazioni dell’Europa, con vacanze più lunghe per Pasqua e Natale e creando altri giorni di ferie in altri periodi dell’anno che possono essere utilizzati come altri momenti di svago e di viaggio. Migliorare i collegamenti perché sul Gargano bisogna doverci arrivare bene, veloci, rapidi, freschi per incentivare le vacanze brevi. Ci sarebbe da rivedere tutto il modello partendo dal basso. Dovrebbero muoversi gli operatori economici facendo proposte, alle autorità governative, utili a ricreare tutto il sistema»

Quali sono le tendenze per l’estate 2007?

«Questo è impossibile da dire alla data odierna. Guardando i risultati del 2006 abbiamo avuto una ripresa molto forte, stiamo parlando di un 10% di aumento dopo anni in cui è apparso spesso anche il segno meno nelle statistiche. Non so se questa impennata sia dovuta alla rielaborazione del rapporto prezzo/qualità o perchè l’Italia è tornata al centro dei pensieri dei turisti esteri, in ogni caso si tratta di prendere questo dato con fiducia e consolidarlo. C’è tanto, tanto lavoro da fare e dobbiamo farlo tutti! Chiunque abbia un pezzettino di responsabilità deve fare la sua parte. Dobbiamo dare più attenzione alla qualità della vita, dell’ambiente, dobbiamo costruire gradevolezza e piacevolezza, dobbiamo essere più attenti a dare prezzi in rapporto alla qualità che significa far pagare il giusto anche a condizioni di grande convenienza per attirare i giovani o le famiglie meno abbienti. Tutto questo significa puntare su tutti quegli elementi di base che costituiscono oggi un’offerta di qualità per un consumatore moderno».

Siamo alla vigilia dell’apertura della Borsa Internazionale del Turismo di Milano. In un’epoca in cui spopolano le offerte last minute su internet, quanto sono ancora importanti questi avvenimenti?

«Sono importanti per gli operatori e per la pubblica amministrazione perché così hanno un modo per poter aprire un dialogo di confronto con i colleghi provenienti da altre realtà. Tutto può essere legato alle telecomunicazioni ma i rapporti umani, i progetti, le idee nascono attraverso il conversare, l’emulazione la possibilità di sperimentare e di rassicurarsi l’uno con l’altro che si sta andando verso la soluzione giusta. E’ un appuntamento importante che non va misurato in metri quadri o in migliaia di euro per allestire gli stand. E’ la forza delle idee quella che conta tenendo ben presente che la promozione è un elemento importante per i territori e ricordando sempre che noi abbiamo un marchio enorme da valorizzare dietro il quale dobbiamo proteggerci e farlo diventare la nostra avventura, ed è il marchio Italia. Nel nostro Bel Paese non c’è solo il mare ma anche le bellezze dell’entroterra e noi del Touring Club siamo fieri di aver indetto la Bandiera Arancione che assegniamo di anno in anno a quei paesi con meno di quindicimila abitanti che hanno delle armonie straordinarie e delle peculiarità originali da offrire. Al termine di questa operazione usciremo con una guida sull’entroterra d’Italia per meglio far conoscere questi luoghi incantevoli».

Torniamo alla campagna abbonamenti ed alla scelta della foto di Vieste. La foto dello scorcio del nostro paese è presente sul coupon per la campagna abbonamenti, ma anche sul sito internet e nelle agenzie viaggi. Ci ha colpito l’assenza del nome di Vieste accanto alla foto…

«Non potevamo metterla perché avremmo creato dei problemi di marchio, di gelosie e quant’altro. E’ fantastico che siate riusciti a riconoscere il vostro paese, che siate riusciti a svelare questo piccolo segreto. Spesso nelle campagne pubblicitarie si usano degli slogan che devono avere dei concetti di universalità e Vieste per noi rappresenta tutto questo. Le dirò di più: sono contento che Vieste non solo sia l’immagine della nostra campagna ma anche che sia negli occhi e nella memoria di tutti i nostri soci con la speranza che a diversi di loro venga la voglia di venire a visitare».

Però se avessero saputo dov’è quel luogo la potrebbero visitare più persone….

«Probabilmente si, la caccia al tesoro continua!!!».

Con o senza citazione, dal Touring Club Italiano giunge un ennesimo riconoscimento alla bellezza dei nostri luoghi esull’importanza del nostro territorio nello scenario turistico nazionale.

Sandro Siena