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Allarme rosso per le zone umide minori del Parco Nazionale del Gargano

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Il Centro Studi Naturalistici ONLUS ha recentemente concluso un indagine sullo stato di conservazione delle zone umide minori del Gargano, piccoli gioielli di grande interesse naturalistico. Infatti, in queste piccole aree umide concentrate lungo la fascia costiere da Mattinata a Peschici, rappresentano il rifugio di moltissime specie animali e vegetali tra tutte citiamo la rara testuggine palustre, i tritoni, moltissime specie di gasteropodi e specie vegetali rarissime come l’Orchidea palustre o l’Erba vescica (piccola pianta “carnivora” palustre). Purtroppo i dati raccolti durante la campagna di monitoraggio, parlano chiaro tutte le zone umide del Parco sono a rischio a causa dei continui versamenti di sostanze inquinati, come la morchia (sottoprodotto della molitura delle olive), micro discariche oppure vere e proprie bonifiche fatte con l’utilizzo d’inerti, per non parlare come nel caso del torrente Molinella e della palude di Sfinale dalla crescente urbanizzazione sia legale che illegale, come d’altro canto si evince dagli scempi ambientali avvenuti negli ultimi mesi in agro di Peschici (albergo Gusmay). Analogamente la situazione delle zone umide interne rappresentate, dai cosi detti, cutini non è migliore, un numero sempre crescente di cutini non ospita più popolazioni vitali di tritoni in seguito all’immissione di pesci non autoctoni come il pesce gatto, la carpa, la gambusia. Il Centro Studi Naturalistici chiede che il l’Ente Parco agisca operativamente a difesa di tali importanti biotopi prima che sia troppo tardi, sia attraverso azioni dirette come l’acquisto di alcune delle aree più minacciate, che mediante accurate campagne di sensibilizzazione che coinvolgano le scuole e la popolazione locale, spesso dimenticata. Purtroppo con grande rammarico ad oggi nulla è stato fatto per tutelare le aree umide minori, per questa ragione il Centro Studi Naturalistici aderisce all’iniziativa del WWF “Parco ti voglio ricordare che c’è il Gargano da salvare”. Aggiungendo un ennesimo capitolo all’ormai voluminoso dossier, nella speranza che il Ministro per l’Ambiente On. Pecoraro Scanio intervenga nei confronti dell’Ente Parco per spronarlo ad attuare interventi concreti e risolutori a difesa della natura garganica.
Comunicato stampa Centro Studi Naturalistici Onlus