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Minervini è inamovibile : “da aprile controlli a tappeto sulle spiagge”

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Dopo il sequestro di uno stabilimento balneare a Vieste, una vicenda che ha creato notevole dibattito in città, sabato scorso dai microfoni di Ondaradio, per avere il quadro della situazione ed il suo evolversi futuro, abbiamo intervistato l’assessore regionale al Demanio Guglielmo Minervini.

Con questo clima mite alcuni titolari di stabilimenti balneari vorrebbero anticipare la stagione. La recente legge regionale prevede quest’ipotesi?

«Posso anticipare che è nostra intenzione presentare un insieme di piccole modifiche della nostra legge sul demanio marittimo per estendere il carattere di stagionalità all’intero anno e quindi permettere a tutti gli operatori di poter gestire la propria attività balneare in modo più flessibile a seconda delle varie esigenze turistiche. Credo che su questo tema, giustamente evidenziato dagli operatori, nel giro di un mese, con l’approvazione del bilancio, contiamo di effettuare gli adeguamenti, per cui entro i primi di aprile, tutto sarà risolto».

E’ di questi giorni il sequestro a Vieste di un lido balenare. Per quanto riguarda tutta la problematica delle strutture realizzate sul demanio marittimo qual è il vostro atteggiamento? Come bisognerà comportarsi?

«La legge regionale è abbastanza chiara, sia sul concetto di facile amovibilità sia sul tema degli accessi e dell’eliminazione di tutte le barriere quali cancelli, ringhiere e quant’altro impedisca il libero accesso alla battigia. La legge dice in modo inequivocabile quello che gli stabilimenti devono fare. L’abbiamo approvata nel luglio scorso e quindi gli operatori hanno avuto un margine tempo generoso per ottemperare alla legge. Noi stiamo per redigere dar seguito ad un protocollo d’intesa siglato con tutte le forze dell’ordine che hanno una competenza specifica in materia di demanio marittimo. Posso preannunciare che a partire dal 1° aprile il singolo episodio di controllo che abbiamo a campione effettuato su Vieste diventerà invece un’attività a tappeto che metteremo in atto lungo l’intero territorio regionale. C’è quindi un ulteriore margine temporale perché gli operatori facciano quello che possono fare per ottemperare alla legge in modo autonomo. Qualora questo non dovesse verificarsi e a seguito del controllo dovessero essere riscontrate violazioni gravi, ricordo che la sanzione prevista dalla legge è la decadenza dalla concessione. Perciò gli operatori che si ostinano nella violazione della legge vanno incontro a sanzioni che potrebbero essere veramente pesanti».

Facciamo un esempio pratico. Nel caso fossimo titolari di un concessione demaniale per una spiaggia ed avessimo realizzato delle strutture con basi in cemento sulla sabbia, come dovremmo comportarci per rientrare nella norma?

«Le soluzioni tecniche ci sono tutte. Non abbiamo chiesto nulla di irrealizzabile. Credo che gli operatori più intelligenti, quelli più sincronizzati con la sensibilità ambientale che caratterizza non solo le istituzioni pubbliche ma anche molta parte della loro utenza, possono tranquillamente mettere in pratica azioni di ripristino dello stato dei luoghi e sostituzione di quegli interventi con altri compatibili con le norme della legge. Ricordo anche la prescrizione dell’abbattimento di tutte le barriere visive di accesso sulla battigia. E’ una prescrizione la cui violazione provoca anche la decadenza della concessione. Esorto tutti gli operatori balneari a rileggersi con attenzione la legge e porre rimedio prima che arrivi questa campagna a tappeto che svolgeremo sul tutto il demanio marittimo».

Di recente si è parlato di «guardie del Wwf» coinvolte in azioni di vigilanza. Che ruolo hanno in concreto?

«Non vorrei dare una rappresentazione militarizzata. Le considero delle espressioni vivaci e innovative di cittadinanza attiva. Sono cittadini volontari che concorrono nel perseguimento di un interesse pubblico come è la tutela del nostro bene più pregiato dal punto di vista turistico e ambientale che sono le nostre coste. Sono cittadini che danno una mano attraverso l’esercizio della loro attività volontaria alla azione di controllo e tutela delle nostre coste e, in tal senso, collaborano sia con la Regione Puglia che con molti altri Enti locali ma anche con le forze dell’ordine. Non hanno nessun braccio armato. Le Forze dell’ordine rimangono le uniche titolari dell’azione giudiziaria, i cittadini però hanno il diritto dovere di collaborare per l’interesse generale».

Su questi temi, negli ambienti amministravi comunali, più che innescare la polemica con l’assessore Minervini traspare l’intenzione di voler sottolineare che Vieste si è dotato di un Piano Spiagge già dal 1995 e che, da quando la competenza è passata alla Regione, si è in attesa del Piano regionale delle coste cui adeguare quella prima pianificazione. Sulla questione delle strutture realizzate sul demanio si sottolinea che a Vieste circa il 90% delle concessioni sono state rilasciate direttamente dalla Capitaneria di Porto, prima del passaggio di competenze. In Comune tengono a ribadire soprattutto l’impegno profuso per la tutela ambientale che si è tradotto con la realizzazione del nuovo depuratore, della condotta sottomarina, dell’allacciamento di vaste aree e della progettazione di nuove reti fognarie per decine di chilometri.