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Mattinata: Visco si gode la collezione Sansone

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La collezione di reperti incanta il viceministro. Torna l’idea di istituire una Fondazione

La suggestiva collezione Sansone colpisce ancora: questa volta a cedere al fascino irresistibile dello straordinario materiale archeologico ed etnografico è stato il vice-ministro dell’Economia Vincenzo Visco, originario di Foggia (è nato nel capoluogo dauno il 18 marzo del 1942), di passaggio a Mattinata. Visco è rimasto tanto affascinato dai reperti stipati negli angusti siparietti della farmacia di Corso Matino e che costituiscono una infinitesimale parte della nota collezione, che ha vergato sul libro dei visitatori uno «straordinario, tantissimi complimenti». Poi, a voce, rivolgendosi agli eredi Sansone che facevano da Cicerone, ha promesso: «Tornerò con calma ed in veste privata». Sindrome di Stendhal in salsa mattinatese? A giudicare dall’estasi con la quale Visco ha contemplato fibule, vasi, stele daune, si direbbe proprio di sì. Si è trattato comunque di un momento speciale, quasi di una magia. E la collezione Sansone, dall’alto dei suoi 5.000 pezzi, 2.695 dei quali dichiarati di interesse storico-archeologico nel 1990, è arte allo stato puro. I complimenti di Visco (avrebbero fatto piacere anche allo speziale, scomparso il 27 marzo di 15 anni fa) se da un lato hanno rinverdito vecchi fasti e dato lustro per mezza giornata alla farmacia e al paese, dall’altro hanno acceso i riflettori sull'eterna questione della collezione e della sua sistemazione. A che punto è? Ancora in mezzo al guado, purtroppo. Nel senso che alle buone intenzioni, non sono seguiti i fatti. In soldoni: sul tavolo giace un’idea, che è quella di una fondazione. Eredi e amministrazione comunale si sono pure incontrati ed è venuta fuori anche una sorta di accordo in tal senso. Il figlio dello speziale, Peppino, è stato anche convocato presso un notaio per dare concretezza all’accordo, ma tutto procede a rilento. Eppure se si vuole, è un fatto positivo, rispetto a diversi lustri fa, quando i tira e molla fra le parti in causa erano all’ordine del giorno ed avevano prodotto una situazione di stallo. Un passo è stata fatto, restano da farne altri però. Ad esempio: mettere nero su bianco, vale a dire firmare la convenzione, per costituire la fondazione Matteo Sansone. E’ necessario accelerare perché la questione necessita di una soluzione: questo va rimarcato con decisione, il tutto non può restare nel limbo delle intenzioni. Va reso concreto il grande desiderio dello speziale, il Gargano e Mattinata non possono più attendere. Le attese degli uomini dovrebbero arrestarsi dinanzi all’improcrastinabile necessità di assicurare una degna sistemazione ad un tesoro inestimabile.


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