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25 maggio 1° Convegno Nazionale sul Capriolo a Bosco Quarto organizzato dal Parco

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Il Parco del Gargano, unitamente all’Università di Siena e all’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, ha organizzato un convegno sul capriolo del Mediterraneo. L’appuntamento è fissato per venerdì mattina 25 maggio 2007 a Bosco Quarto, presso Casa Natura, in agro di Monte Sant’Angelo. Numerosi gli esperti italiani convocati per l’occasione, alcuni provenienti anche dall’estero, in particolare da Spagna e Portogallo. L’obiettivo del convegno, il primo sull’animale, è quello di accendere i riflettori sul capriolo italico, il quale è riuscito a sopravvivere fino a noi grazie al regime di protezione, che dai secoli scorsi, ha caratterizzato l’area della Foresta Umbra. La conservazione del nucleo di capriolo italico del Gargano rientra tra gli obiettivi prioritari del Parco Nazionale del Gargano. A tal fine, L’Ente ha dato il via negli anni scorsi, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, ad un progetto finalizzato a stimarne la presenza e la distribuzione sul territorio. Alla luce dei risultati ottenuti dagli studi condotti, resi noti nel 2005, la Università toscana ha successivamente fornito al Parco anche le relative linee guida riguardante la gestione della popolazione del capriolo garganico. Tra le criticità emerse (e quindi da debellare) compaiono la scarsa idoneità ecologica dell’area attualmente occupata dalla specie, il randagismo, il bracconaggio e il sovra pascolamento. Il processo di conservazione del capriolo italico del Gargano, è stato inserito dal Presidente Giandiego Gatta, tra gli interventi da finanziare con il PIS “Gargano”, unitamente ad altri interventi di tutela e conservazione del patrimonio botanico e faunistico del Parco. Tra le azioni progettuali previste vi sono interventi finalizzati al miglioramento ambientale per il capriolo dell’area attualmente occupata, la lotta al randagismo, la lotta al bracconaggio, studi genetici e il monitoraggio della popolazione tramite tecniche di radiotelemetria. Il convegno mira a rappresentare una occasione di confronto tra le varie esperienze maturate in tal senso, in Italia e all’estero. A tal proposito prestigiosi sono gli esperti convocati per l’occasione, a partire proprio dal prof Sandro Lovari dell’Università di Siena, il quale coordinerà la tavola rotonda “Il capriolo in Italia: come migliorarne la gestione”, per continuare con la iberica Cristina San Josè (Consejera de Medio Ambiente, Spagna) che illustrerà la gestione del capriolo andaluso, e finire con il gruppo lusitano (Carlos Fonseca, Jorge Concela, Rogerio Rodrigues e Catarina Eira) dell’Università di Minha sulla distribuzione e gestione dell’animale in Portogallo. Le conclusioni del convegno sono state affidate al direttore del Parco Filomena Tanzarella e a Silvano Toso (Istituto Nazionale Fauna Selvatica).


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