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Foggia, disastro aereo. È tempo di cambiare rotta –

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La strada di finanziare i voli per sostenere lo scalo é fallimentare. Il 'Gino Lisa´ va reso utilizzabile dai charter per il turismo. Pista da allungare

L´ennesimo disastro aereo, per fortuna incruento, va consumandosi nei cieli della Capitanata. Il volo della Itali airlines partito con grandi aspettative sul finire dell´anno scorso, va a concludersi, non senza amarezze e recriminazioni per il fatto che, a quel che sembra, Promodaunia ha sponsorizzato un volo 'Foggia-Pescara-Milano´ utilizzato prevalentemente da viaggiatori in partenza dal capoluogo abruzzese (in foto Michele Galante, presidente del consiglio di amministrazione di Promodaunia). Noi vorremmo peró stendere un velo pietoso sul fallimento di questo ennesimo tentativo; come cittadini della Capitanata siamo urtati dallo spettacolo di un Consiglio provinciale che viene rinviato per attendere le grazie della Seap, e consideriamo l´atteggiamento dell´assessore Loizzo sui problemi del trasporto aereo foggiano inadeguato per un esponente istituzionale che deve occuparsi dell´intero territorio regionale. Ma questi sono dettagli della contingenza. Proviamo invece ad allargare la prospettiva, a chiederci se non c´é qualche lezione da apprendere e di cui fare tesoro nella vicenda dei fallimenti successivi della 'Federico II airways´ e di 'Promodaunia´: diversi per durata, impatto sulle pubbliche finanze ed esito giuridico, ma sostanzialmente accomunati dall´inanità e dall´inefficacia rispetto all´obiettivo dichiarato: riportare lo scalo aeroportuale del 'Gino Lisa´ all´onor del mondo. A nostro avviso l´errore di fondo é stato quello di ritenere che i problemi strutturali dello scalo sarebbero stati risolti dall´esistenza di un vettore; che cioé la partenza e l´arrivo di voli quotidiani avrebbero garantito l´esistenza dell´aeroporto e aperto la strada al suo potenziamento. I fatti si sono incaricati di dimostrare che non é cosí. Il difetto non sta nell´aiuto pubblico ai voli (il volo della Ryanair da Pescara a Londra é tuttora destinatario di un contributo della Regione Abruzzo), ma nell´impossibilità per il 'Lisa´ di ospitare aerei con una capienza adeguata. Questo ci toglie i charter, fondamentali per quel mercato turistico che rappresenta uno dei punti di forza dell´area, e allontana le compagnie low-cost (che ormai sono legione). Il tutto mentre destinazioni 'comode´ come Pescara e Bari potenziano moltissimo la loro raggiera di voli (da Pescara si va e si torna da Monaco di Baviera per cento euro tasse incluse, provare per credere). Non é peregrina la tesi di chi dice che i soldi spesi con le varie Itali sarebbero stati impiegati molto piú utilmente con l´istituzione di una navetta per Bari Palese, da dove si parte per decine di destinazioni italiane ed estere e dista da Foggia solo poco di piú, in termini di percorrenza, di quanto disti Milano da Malpensa e Orio al Serio e Roma da Fiumicino.
Alla luce di queste considerazioni ci pare che l´agenda della politica e dei governi locali debba essere sgombrata dagli scarabocchi e dalle cancellature della rincorsa alle troppe chimere che affollano il settore del trasporto aereo; bisogna tornare con i piedi per terra, e precisamente sulla pista del 'Gino Lisa´, che deve essere allungata. Non siamo esperti del settore, ma molti che lo sono sostengono che questo allungamento non ha ostacoli proibitivi, nel senso che non si dovrebbero abbattere edifici o cancellare strade per realizzare l´obiettivo. Certo, occorre mettersi d´impegno a lavorare sul tema, magari concentrando gli sforzi e le competenze sia del Comune sia della Provincia. Ma ci pare che questo sforzo avrebbe molto piú costrutto di quello necessario a continuare a baloccarsi con improbabili progetti di nuove aerostazioni (le si voglia realizzare a Mezzanone o ad Amendola).