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Manfredonia – E le stelle stanno a guardare…. E il festival Sud Est

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E le stelle stanno a sentire. In tempo di notte, tenderanno l’orecchio alla suggestione e al fascino delle voci e delle parole, saranno la quinta scenica di storie di luoghi lontani e di tempi andati.

Sullo sfondo, le mura di un castello, il Castello Svevo di Manfredonia. E, appena oltre, il mare.

Per tre serate, il cortile del Castello sarà il palcoscenico e la platea di tre reading. Tre letture – un romanzo, una fiaba e alcune poesie – parole d’amore lette a voce alta, nel buio e nel silenzio di una notte di mezza estate.

La produzione e l’interpretazione dei reading è a cura degli attori della compagnia teatrale “Cerchio di Gesso” di Foggia.

Gli spettacoli, organizzati dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Manfredonia nell’ambito della rassegna di eventi estivi “Manfredonia Festival”, avranno inizio alle ore 21.30. L’ingresso è libero.

Domenica 15 luglio | Il caso Gray

Dal romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde. Voce di Carlo Loiudice.

Dorian Gray, nell’immaginario collettivo, è un personaggio estremo, di passioni forti e di cambiamenti d’umore repentini, alla ricerca sfrenata del piacere, un uomo che cura “i sensi con l’anima e l’anima con i sensi”. Un “caso” letterario ed umano di grande interesse, le cui vicissitudini affascinano come un giallo ed emozionano come soltanto i grandi romanzi riescono a fare.

Il tema della Bellezza è il fulcro del racconto, la chiave di volta della vita e della storia di Dorian. La bellezza, categoria del corpo e dell’anima, salvazione e condanna finale, è l’ossessione che lega Dorian Gray ai personaggi che gli stanno intorno, il cinico Lord Henry Wotton, il pittore del ritratto, Basil Hallward, la sfortunata Sybil Vane e il fratello James, l’amico Alan Campbell.

Un viaggio serrato e intenso, tra le pagine di una delle grandi opere degli scorci dell’Ottocento.

Domenica 22 luglio | Il marinaio e la sirena

Da una fiaba popolare. Voce di Mario Pierrotti.

Può la memoria del cuore eliminare i cattivi ricordi ed esaltare quelli buoni, per poter andare avanti e in qualche modo ricominciare, ritornare a vivere giorno per giorno?

Nino e Marina. Un marinaio e la sua sposa, due persone semplici, come semplice è la loro storia. Una favola, perché ogni storia d’amore è una favola. L’intromissione ingombrante di un bellissimo e ammaliante principe, l’invidia di comari intriganti e dispettose, la cattiveria di sirene avide e malefiche, l’aiuto di fate salvatrici. La vita torna così a girare nel verso giusto, illuminata dall’amore che lega i due in modo unico e indissolubile. E vissero felici e contenti.

Giovedì 26 luglio | Parlami d’amore

Poesie di Catullo, Yeats, Neruda, Auden. Voci di Michele D’Errico e Simona Gonella.

Le parole dei poeti hanno il dono dell’immediatezza. In pochi versi, riescono a far esplodere i mondi più diversi, a far vibrare i sentimenti. E fra tutti il più “cantato”, l’amore.

L’eros violento e passionale del latino Catullo, la malinconia e la dolcezza dell’irlandese Yeats, e poi il cileno Neruda, cantore dei segreti più profondi e nascosti e della sconvolgente semplicità della parola “amore”: non c’è poeta che non abbia celebrato con la propria arte le mille sfaccettature di questo sentimento antico quanto il mondo.

Le letture selezionano alcune tra le più celebri poesie di questi autori, con un omaggio al grande Auden e alla sua “Funeral Blues”, un disperato grido di dolore – e di amore – per la perdita dell’amante.

Le due voci si alterneranno nella lettura, creando a tratti suggestivi controcanti fra l’italiano, l’inglese e lo spagnolo.

 

SUD EST

A Manfredonia torna Sud Est, il festival di musica di confine nato nel 1996, che ogni anno ha colorato a forti tinte le estati della città.

Questa del 2007, per Sud Est, è la Second Life. Una Manfredonia nuova, dai contorni in 3D, una città dove tutto è possibile. Una città dove non si cammina ma si vola, dove si dà confidenza agli sconosciuti, una città dove Van Gogh, per ascoltare musica sull’i-pod, non si sarebbe mai tagliato l’orecchio.

Una città di confine, tra il reale e il virtuale, tra la terra e il mare, tra l’oriente e l’occidente. Qui l’estate risuona di musiche border-line, e al rumore delle onde fanno eco i ritmi e i suoni di mondi lontani, intensi e vibranti.

Questa è Manfredonia, questo è il Sud Est 2007. Second life, si ricomincia.

Per tre giorni, da lunedì 23 a mercoledì 25 luglio, la musica trasformerà uno dei luoghi più caldi della città (l’anfiteatro di Piazzale Ferri, che guarda il Castello e digrada verso la spiaggia) in un teatro a cielo aperto, uno scenario d’eccezione per dar vita ad un evento che lasci il segno.

Gli sperimentalismi e le contaminazioni musicali di paesi stranieri saranno i protagonisti indiscussi dei primi due concerti. Per la serata finale, un gruppo hip hop di grande richiamo, un evento che strizzerà l’occhio al pubblico più giovane.

Gli spettacoli, organizzati dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Manfredonia nell’ambito della rassegna di eventi estivi “Manfredonia Festival”, avranno inizio alle ore 22.30. L’ingresso è libero.

Lunedì 23 luglio  |  O’ Fado con Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso)

Canto dell’anima e del cuore, della nostalgia, della tristezza e dell’allegria, il fado è una musica da sentire e da interpretare, che porta con sé gli odori, i colori e i rumori della città che le ha dato i natali, Lisbona.

Marco Poeta, chitarrista recanatese, è uno dei rarissimi suonatori italiani di guitarra portoguesa. Si è più volte esibito anche in Portogallo, con grande successo di critica e di pubblico tanto da meritarsi l’appellativo di “fadista d’oltralpe”. Accanto a lui, c’è la verve di Francesco di Giacomo, mitica voce dello storico gruppo del Banco del Mutuo Soccorso. Poi, la chitarra di Michele Ascolese (jazz-man per dieci anni al fianco di Fabrizio De André), il basso acustico di Paolo Galassi, e la voce di Elisa Ridolfi. Uno spettacolo sofisticato, che si muove veloce tra le suggestioni e le intramontabili melodie di Coimbra e di Alfama.

Martedì 24 luglio  |  Mama Manuche

I quattro componenti di questo ensemble barese si ispirano ai ritmi e all’espressività del Jazz Manouche (o Gipsy Jazz), un genere musicale che trae la sua origine dall'irripetibile esperienza artistica del chitarrista Django Reinhardt, che ha reso possibile l'unione tra il jazz americano e l'antica tradizione musicale zingara del ceppo dei Manouche. Il frutto di questa unione è un genere che coniuga la sonorità e la creatività dello swing degli anni Trenta con il filone musicale del valzer Musette francese ed il virtuosismo eclettico tzigano.

I Mama Manuche si esibiscono con le chitarre tipiche del Jazz Manouche, fedelissime copie delle famose Selmer del liutaio Mairo Maccaferri, utilizzate da Reinhardt agli albori del jazz.

Mercoledì 25 luglio  |  La Famiglia

Con 12 anni di storia e più di 1000 concerti, La Famiglia è oggi un punto di riferimento nel panorama nazionale dell’hip-hop. I tre componenti del gruppo (Polo, Sha-One e Dj Simi), tutti napoletani, provengono dalla “vecchia scuola”  e da b-boy completi quali sono vengono apprezzati non solo per la musica, ma come writers e breakdancers. Il loro rappare in napoletano ha influenzato l’intera “new school” partenopea, ed ha stimolato altri gruppi a ricorrere al dialetto come mezzo di espressione linguistica.

La Famiglia non smette mai di ricercare nel passato della propria terra e della propria cultura gli stimoli e le melodie per costruire un suono nuovo. Il trio ha dato vita a esperimenti musicali inediti, dove la tradizione napoletana delle melodie ottocentesche e delle canzoni di Merola si è sposata con l’elettronica contemporanea e con il rap. Il palcoscenico è l’habitat naturale del gruppo, la dimensione dove il talento e l’energia de La Famiglia vengono fuori con più forza e trascinano il pubblico.


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