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“I trabucchi con la sola pesca dimostrativa non hanno futuro”

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Riceviamo e pubblichiamo

Alla cortese attenzione

del Comandante Massimo Simoncelli

Ufficio Circondariale Marittimo – Vieste

Leggo su «Il Faro« della scorsa settimana l’intervista da lei rilasciata sui trabucchi.

Ebbene le dichiaro subito che le nuove regole disposte dal suo Ufficio segneranno a breve la fine dei trabucchi di Vieste.

Nelle cose che dice c’è un grosso errore o equivoco di fondo che devo contestare all’istante.

Lei sostiene che i trabucchi devono fare solo pesca dimostrativa e senza fini di lucro. Siamo quindi noi un’Opera Pia? Lei o chiunque altre farebbe quel duro lavoro gratis o per la gloria del mondo?

Certo che un trabucco non deve servire al sostentamento della famiglia, oltre tutto non ce la farebbe mai, ma le tante spese di gestione che un trabucco comporta come si pagano? E sarebbe peccaminoso portare sulle nostre mense un po’ di pesce?

Ma entriamo in una valutazione più tecnica delle sue direttive.

Lei proibisce la rete al passo o a tramaglio, ma non ci fornisce una sola ragione a giustifica di questo divieto. Sappia comunque che su cento episodi di pesca dei nostri trabucchi, novantanove si esercitano con questa rete. Questa è una pesca non molto faticosa, poco usurante per le strutture del trabucco, non necessita di personale ausiliario.

Lei vuole imporci soltanto la pesca dimostrativa con la rete grande, quella a sacco.

Pesca dimostrativa per i turisti suppongo, visto che i viestani quella pesca la conoscono da un secolo, per quattro mesi quindi, tanto quanto dura la stagione turistica. Ma fuori stagione, per gli altri otto mesi, che ne facciamo dei trabucchi, li mettiamo in naftalina?

La rete grande, dice lei, quella e niente altro che quella. Sui dodici trabucchi di Vieste quella rete ce l’hanno solamente in quattro: alla Chianchia, a Molinella, a San Lorenzo, a Punta Santa Croce, gli altri otto ne sono sprovvisti. Se la facciano, dirà lei. Non cambia nulla perché gli operatori di questi trabucchi non sono tecnicamente capaci di manovrare con quella rete che richiede tanta competenza e esperienza.

Per fortuna si salvano i trabucchi di Peschici, loro sì che pescano con la rete grande. Le spiego la tecnica che usano. Calano la rete nel pomeriggio, subito dopo gettano nel grande sacco del pesce congelato, aspettano a sera i clienti del ristorante adiacente e complementare al trabucco stesso, salpano la rete e servono al turista entusiasta il pesce fresco… di scongelamento.

Lascio per ultimo la norma per la quale, prima di iniziare le operazioni di pesca, dobbiamo comunicare la cosa al suo Ufficio. Anzi, non la commento neanche. Penso soltanto al povero Nicola del trabucco della Chianca che ogni volta deve farsi 20 km tra andata e ritorno per portare la comunicazione a Vieste.

Vede Comandante, lasciando da parte il discorso sulle regole, quello che mortifica di più noi operatori di trabucchi è la sua rappresentazione per la quale noi insieme ai nostri trabucchi chissà quali danni e quali sfracelli possiamo provocare nell’esercizio della pesca.

Lei pare ossessionato da questa idea. Ma è solo una visione completamente rovesciata della realtà, i trabucchi nella loro storia non hanno mai fatto male ad alcuno, si documenti. E’ purtroppo vero l’esatto contrario.

E’ lunga chilometri la serie di malversazioni intenzionali e non che abbiamo subito nel tempo e nell’indifferenza di tutti.

E qui mettiamoci pure la brutale e premeditata aggressione subita dal trabucco di Punta Santa Croce e da chi ne curava i lavori.

E mi dispiace constatare che lei fa passare quella vicenda come un banale bisticcio tra due comari al mercato rionale.

Non me ne voglia Comandante, la prego, per questo discorso diretto. So bene che il suo lavoro è difficile su una piazza ancora più difficile, ma penso che il suo approccio ai trabucchi è completamente sbagliato, per quello che naturalmente conta il mio parere.

E arrivo alla conclusione, al senso finale di questo scritto.

Noi dei trabucchi di Vieste non terremo in alcun conto le regole che lei vuole imporci, perché impraticabili e inattuabili nel contesto ambientale dei trabucchi di Vieste ad oggi.

Lei naturalmente può farci chiudere già da domani, ma non cambierebbe nulla, si chiuderebbe lo stesso con le sue regole.

Ci auguriamo invece che lei rivisiti e rivaluti il tutto, specie adesso che ne sa di più sui nostri trabucchi.

In ogni caso si unisca a me e a tutti i viestani per augurare lunga vita ai trabucchi… almeno a quelli di Peschici.

Enzo Spalatro, vice presidente

Associazione Trabucchi Gargano


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