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La comunicazione dell’ex assessore Cimaglia al Consiglio Comunale di Vieste

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Al sig. Presidente del Consiglio comunale di

Gentile Presidente, gentili consiglieri,

confido nella Sua disponibilità a voler rappresentare il senso ed il contenuto di questa mia anche ai miei ex colleghi consiglieri, opportunamente a Lei indirizzata al fine di far conoscere le motivazioni politiche e amministrative che mi hanno portato a dare le mie dimissioni sia da assessore che da consigliere comunale.

Appare innanzitutto doveroso porgere vivo ringraziamento per il continuo e sincero confronto espresso alla mia persona sin dal momento del mio insediamento.

Oggi appare ancor più doveroso però, dover spiegare le ragioni delle mie dimissioni dalla carica di assessore e, prima, da quella di Consigliere comunale.

Premesso che, come già riferito agli organi di stampa, ho ritenuto non più condivisibile scelte ed atteggiamenti che poco o nulla hanno a che fare con gli interessi generali dei cittadini, delle forze produttive ed economiche della città, le dimissioni dalla carica di consigliere comunale sono state coerentemente valutate e decise perché dettate da quel sentimento di orgoglio e dignità personale che giammai avrebbero ulteriormente tollerato la condivisione del percorso politico-amministrativo di questa Amministrazione, anche in seno al Consiglio comunale.

L’assenza di una incisiva azione amministrativa, di una necessaria programmazione, in uno a scelte improvvisate di uno (o di pochi) e non di “tutti”, tante volte “suggerite” da personaggi estranei alla Giunta ma vicini al Sindaco; le riunioni politico-amministrative tenute spesso non presso la Casa comunale (o nelle sedi di partito)  non appartengono alla cultura mia ed alla storia di questa Città. Ed io davvero non posso farne parte.

La mia preoccupazione è poi diventata certezza nel momento in cui la Giunta ha ritenuto, senza convocarmi, assumere decisioni ed iniziative riguardanti il mio assessorato solo perché era da tempo noto il mio dissenso (motivato) su una particolare questione che qui più dettagliatamente vi illustrerò, scavalcandomi con arroganza e prepotenza ed estirpandomi il diritto e il dovere di esprimere e far valere, anche attraverso verbalizzazioni su atti amministrativi, le motivazioni del mio dissenso su determinate iniziative. Motivazioni, specchio di un più diffuso malessere sia mio che di quell’elettorato o di quei cittadini che mi hanno eletto.

Il merito della vicenda è riconducibile alla deliberazione di Giunta riguardante il Patrocinio che il Comune di Vieste ha ritenuto accordare alla manifestazione tenutasi il 19 luglio scorso, denominata “Notte bianca”.

A tal riguardo appare opportuno precisare che l’Assessorato da me all’epoca rappresentato è stato lo scorso anno il promotore principale e l’organizzatore unico della prima edizione della Notte Bianca di Vieste,  sicuramente  ben nota  a questo Consiglio come all’intera cittadinanza. Quest’anno per i noti motivi di bilancio, non meno che per la poca disponibilità riscontrata dagli operatori nello sponsorizzare come lo scorso anno detta manifestazione, ho ritenuto –mio malgrado- la stessa non più proponibile.

Già da qualche mese a quanti mi chiedevano quale fosse il programma della kermesse per la stagione in corso, spiegavo che detto evento quest’anno non si sarebbe svolto. Del resto, come ampiamente noto, la programmazione degli eventi del mese di luglio, predisposta con la collaborazione dell’ass. Rosiello, non la prevedeva.

Solo il 16 luglio scorso apprendevo, dai Media e non dal Sindaco o dai miei colleghi, dell’avvenuta organizzazione di una manifestazione denominata “Notte bianca di Vieste” per iniziativa di alcuni privati, inspiegabilmente patrocinata –a mia totale insaputa- dal Comune di Vieste. Più in particolare, apprendevo, sempre dai giornali, che detta manifestazione avrebbe trovato spazio in alcuni villaggi turistici privati e sulla spiaggia di Scialmarino e che il Patrocinio era stato proposto e sostenuto dall’assessore Rosiello.

In data 17 luglio, a seguito di convocazione, si riuniva la Giunta chiamata a decidere –tra l’altro- una proposta di deliberazione, presentata dall’ass. Rosiello, circa la concessione del Patrocinio del Comune a detta manifestazione. Tanto, in evidente paradosso, atteso che con giornali e manifesti si era dato –nei giorni precedenti- ampio e diffuso risalto all’avvenuta concessione del citato Patrocinio.

Alla mia richiesta di discussione e di approfondimento e dopo animata discussione, la Giunta veniva sospesa per approfondimenti e rinviata a seduta successiva, etichettata dal Sindaco di natura “politica”.

Nella giornata successiva, verso le ore 14.00, lo scrivente veniva accidentalmente a conoscenza di una seduta di Giunta in cui si discuteva ed approvava la  delibera in questione, senza esserne stato informato, avvisato ovvero convocato. Con ciò tenendomi all’oscuro di tutto, pur sapendo la mia contrarietà a detto atto.

Contrarietà motivata sul presupposto che giammai un ente pubblico avrebbe legittimamente potuto patrocinare eventi privati che si svolgono in luoghi privati e non aperti al pubblico, a discapito dell’economia di un’intera città e dei cittadini. Almeno secondo lo spirito impresso da questa stessa Amministrazione all’evento svoltosi lo scorso anno.

Per altro verso, non poteva e non può non considerarsi che l’assessore proponente ben poteva ritenersi parte interessata e quindi incompatibile a votare detto atto deliberativo.

Il naturale mio disappunto diventava sconcerto nell’apprendere che di tanta macchinosa ed opaca iniziativa il Sindaco era stato garante e probabile promotore, in spregio alle regole più elementari di buon governo e di rispetto del politico, prima che dell’uomo.

Ad oggi vi è ancor più forte convinzione in chi scrive che di questa Giunta non conviene e non conveniva farne parte né, ovviamente, garantirne il sostegno.

Se la delega al Turismo voleva con se tenerla, caro Sindaco, avrebbe dovuto non attribuirla al sottoscritto. Avrebbe quantomeno garantito la dignità personale e pubblica ad un Membro della sua stessa maggioranza.

Sono stato costretto alle dimissioni per queste stesse ragioni, mio malgrado, per ragione del senso civico e per l’amore che notoriamente mi lega a questa Città.

Io confido nel Consiglio comunale e negli uomini che lo compongono. Confido nell’integrità che gli appartiene e che gli stessi sapranno invocare nel momento in cui si avrà naturale accertamento e verifica di quanto da me testè denunciato per far sì che tutelino e garantiscano la legalità e la dignità della città e dei sui cittadini onesti, prendendo così le dovute distanze da una amministrazione fin troppo discutibile e superficiale.

Dirà il Consiglio comunale, i miei elettori, la cittadinanza tutta se, caro Sindaco, dette motivazioni devono ritenersi “prive di ogni credibile fondamento”, oppure ritenersi il segno più evidente del fallimento totale della sua azione, del malessere in cui sta portando l’economia cittadina, il senso civico, la condizione d’insopportabile degrado culturale e di miope programmazione degli investimenti pubblici, allo stato del tutto inesistenti.

Auguro a lei, caro Sindaco, una scelta più efficace. Auguro a colui che già so essere il mio successore un’azione più “corale”, prima che il mio esempio venga da altri condiviso.

L’auspicio è quello di veder restituiti alla Città ed ai suoi cittadini il confronto leale, il dibattito aperto, la scelta condivisa, il risultato efficiente ed efficace per le sue sorti e per il suo futuro.

L’auspicio è quello di restituire ai partiti la discussione aperta e non unilaterale.

Solo in quel contesto continuerà il mio impegno al servizio unico ed esclusivo della mia Città.

 

Con gratitudine

GIUSEPPE CIMAGLIA


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