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Una immensa pira funebre per il Gargano, simbolo della biodiversità del Mediterraneo

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E' una tragedia immane quella che si è consumata a Peschici e che ha causato la morte di tre cittadini, di fronte alla quale Pro Natura Capitanata non può che esprimere il proprio cordoglio.

Al contempo esprime lo sgomento per il fatto che malgrado i numerosissimi incendi che stanno flagellando il Gargano da ormai più giorni solo nella mattinata di mercoledì la macchina organizzativa sembra mostrarsi all'altezza del dramma in atto. Certo ora non è il momento per valutare l'entità dei danni che sicuramente sono ingentissimi, ma sorge spontanea la domanda: " Ma quanto è accaduto non poteva essere prevenuto?"

Noi di Pro Natura siamo convinti di SI

 Certo non hanno aiutato i proclami degli anni scorsi lanciati dal Presidente del Parco del Gargano, l'avv. Gatta, probabilmente mal consigliato dai suoi tecnici che riportiamo integralmente:

" Grazie alla capillare opera di sensibilizzazione effettuata dal Parco Nazionale del Gargano, anche quest'anno possiamo registrare sul fronte degli incendi degli ottimi risultati. Sono stati migliorati i dati, già di gran lunga lusinghieri, dello scorso anno. Il tutto premia i nostri innumerevoli sforzi compiuti in questa direzione e ci sprona a fare sempre meglio ". Giandiego Gatta, presidente dell'Ente Parco, non nasconde la soddisfazione per i risultati della stagione 2005 della lotta agli incendi boschivi nel Parco Nazionale del Gargano. Risultati resi noti ieri dal Corpo Forestale dello Stato. E che sono di segno positivo per il secondo anno consecutivo. Il tutto costituisce un piccolo record. Un "privilegio" questo che fa, giustamente, gonfiare il petto all'attuale presidenza, la quale vede riconosciuta la validità della sua strategia di sensibilizzazione sul tema scattata sin dal proprio insediamento. Dati che segnalano, oltre che una significativa inversione di tendenza rispetto al passato, anche precedenti mai registrati prima.

 In realtà tale proclama era ed è un semplice tributo alla vanità nello stile mediatico tipico degli spot televisivi. Dimenticando che al Parco nazionale del Gargano manca tutto: manca il piano del parco, manca un piano di prevenzione degli incendi etc etc e che le stagioni passate sono state salvate dagli incendi solo grazie ad una elevata piovosità nei mesi critici rispetto a quest'anno… Anche in questo caso avremmo preferito azioni concrete, come quelle che da sempre chiediamo quali ad esempio attivare un servizio di volontariato per la sorveglianza sul territorio sulla base di quello sperimentato nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise utilizzando per ospitare i volontari tutte quelle belle strutture costruite, restaurate e mai utilizzate, dai Centri visita, alle caserme. In ogni caso siamo convinti che le responsabilità non siano in questo caso solo sue, ma di anche coloro che le permettono di governare un Ente in questo modo, pertanto rivolgiamo delle domande anche al Responsabile del Corpo Forestale cui chiediamo: "Di chi sono le responsabilità per i tantissimi trasferimenti che hanno svuotato i comandi stazione del CFS?"

Così come chiediamo al Ministro dell'Ambiente: "Perché ad oggi non sono ancora partite le ispezioni al Parco Nazionale del Gargano?"

 E intanto mentre la politica dorme, forse per difendere l'indifendibile, il Gargano continua a bruciare, ormai ridotto ad un enorme pira funebre di quello che era un simbolo della biodiversità nel Mediterraneo


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