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VECCHIE LITURGIE

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E’ stupefacente quello che in questi giorni sta avvenendo alla Comunità Montana del Gargano ad opera del Presidente, Nicola Pinto, agli sgoccioli del mandato. Mentre in tutto il Paese si diffonde e si allarga la rabbia dell’opinione pubblica sui costi della politica e degli Enti Inutili, da noi sul Gargano, si assiste ad una logora liturgia della cattiva politica al solo scopo di durare qualche mese di più. Non importa con quale e quanto discredito per l’Ente, come non importa l’ingombrante loro presenza che taglia la strada alla volontà, chiaramente espressa, del territorio che, in mille modi, ha fatto comprendere il distacco da una classe politica priva di qualsiasi risultato. La parola d’ordine del Presidente e della sua Giunta è: fino all’ultimo minuto. Poco importa delle nuove Amministrazioni comunali e dei nuovi rappresentanti,designati a sostituire quelli decaduti non più legittimati  a rappresentare chicchessia. Si ignora lo sdegno del Sindaco di Rodi, Carmine D’Anelli:” un Presidente che sta trascinando l’Ente montano verso una sua inesorabile caduta di natura etica e politica”, e del Sindaco di Vico del Gargano, Luigi Damiani che, in una lettera al Presidente del Consiglio Regionale, Pietro PEPE ed al Presidente della Giunta Regionale, Nichi VENDOLA , chiede:” di intervenire per ripristinare le regole della corretta interpretazione ed applicazione delle norme e consentire la ripresa, legittima, delle attività in seno all’Assemblea della Comunità Montana del Gargano”. Si può provare di far capire al presidente Pinto che con questi mezzucci si può durare anche fino all’ultimo minuto, ma le altre Istituzioni cerchino di essere seri.        


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