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Sud – Tornano in Finanziaria gli incentivi alle assunzioni

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Un emendamento (al vaglio domani dalla commissione Bilancio del Senato) stabilisce che ai datori che nel 2008 assumeranno a tempo indeterminato giovani in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abbruzzo e Molise,

sarà concesso per il 2008, 2009 e 2010 un credito di imposta pari a 333 euro al mese a lavoratore o 416 euro per le lavoratrici  ROMA – Arriva una riformulazione del credito d’imposta per l’occupazione nel Mezzogiorno. Costerà 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 e porterà a 40-50 mila nuove assunzioni al Sud. La proposta di modifica alla Finanziaria è stata presentata dal relatore, Giovanni Legnini, e sarà votata domani dalla commissione Bilancio del Senato. L'emendamento stabilisce che ai datori di lavoro che nel 2008 assumeranno a tempo indeterminato giovani nelle regioni del Mezzogiorno (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abbruzzo e Molise) sarà concesso per il 2008, 2009 e 2010 un credito di imposta pari a 333 euro al mese per ciascun lavoratore assunto. In caso di lavoratrici donne il credito d’imposta aumenta a 416 euro. Secondo il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, è di grande importanza l’emendamento (proposto dal relatore con il consenso del governo) che ripristina il credito d’imposta per le nuove assunzioni al Sud. Una norma simile, approvata nel 2000, ha funzionato molto bene – ricorda – incentivando sia il numero dei nuovi assunti nel Sud, sia il lavoro a tempo indeterminato. La norma, abrogata dal centro destra, è ora riproposta dal governo di centro sinistra è può portare a 40-50 mila nuove assunzioni nel 2008, a condizione, naturalmente, che ci sia la volontà di investire e ci sia ripresa economica. Questo emendamento, fortemente voluto in sede parlamentare, in ogni caso, ha trovato l’accordo del governo, ed è un incentivo importante per nuova occupazione nel Mezzogiorno. Il credito d’imposta – spiega Grandi – è di 4 mila euro per tre anni, elevato a 5 mila euro, sempre per tre anni, per l’occupazione femminile.


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