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Vieste – “DOBBIAMO COLLABORARE TUTTI CON LE FORZE DELL’ORDINE”

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Intervista a Brigida Fabrizio rappresentante Confcommercio di Vieste per i commercianti a posto fisso

Quale è stato l'esito dell’incontro che ha avuto con l'Amministrazione comunale?

«L'esito è stato positivo, perchè ha sconvolto un po' tutta quella che era la mia idea. Pensavo che l'Amministrazione non stesse facendo niente ma in effetti il discorso è diverso. Hanno avuto diversi incontri, sia con il prefetto che con il questore, e pochi giorni fa si è arrivati ad una conclusione. Purtroppo la burocrazia porta all'allungamento dei tempi. E' vero che un mese e mezzo è stato un lasso di tempo notevole e le rapine si sono moltiplicate. Però penso che adesso siamo arrivati alla conclusione di questo discorso. In che modo? Potenziando e coordinando quelle e forze dell'ordine presenti sul territorio. Da quello che si è capito il comandante dei Carabinieri ne sarà il coordinatore».

 

I commercianti che la sua organizzazione rappresenta cosa chiedono che venga deciso nel prossimo Consiglio comunale sulla sicurezza?

«Penso che più chiedere dobbiamo cercare di collaborare anche noi, dando una mano alle forze dell'ordine, ad esempio potenziando la videosorveglianza perché aiuta e, nello stesso tempo è una documentazione, sono delle tracce che si lasciano. Solo in questo modo aiutiamo anche loro a poter portare avanti un lavoro ed avere un maggior controllo del territorio cittadino».

Vista l'escalation delle rapine, come vivono i commercianti a posto fisso questo momento: hanno paura, vivono una sorta di assuefazione, di rassegnazione?

«Questi eventi hanno penalizzato molto la nostra categoria. Sia nel mese di ottobre che in quello di novembre i corrispettivi [gli incassi, ndr] si sono dimezzati. Tutto questo mi è stato detto sia dal salumiere che dal macellaio, dal fruttivendolo,… da tutti quanti. Quindi ha intimorito un po' la popolazione. Naturalmente ora abbiamo il Natale alle porte e cerchiamo anche di darci un po' da fare tutti quanti».

Il timore è generalizzato per tutte le attività?

«Certo, quasi tutti si stanno chiudendo a chiave… però penso che questo allarmismo possa essere controproducente per noi perché non facciamo altro che rafforzare questi giovani a voler continuare a portare avanti il discorso delle rapine».

Installare impianti di videosorveglianza ha un costo. Le varie categorie possono sopportare adeguatamente questo costo aggiuntivo, visto anche l'andamento delle attività?

«Naturalmente è un costo aggiuntivo, però come si entrati nell'ottica di mettere l'impianto di allarme così bisogna fare altrettanto nel dotarsi di quello di video sorveglianza. Parlando con qualche tecnico mi diceva che più ne vengono messe [di telecamere, ndr] e più si abbattono i costi… Non è che voglio fare pubblicità, intendiamoci. Ognuno è libero d'installare quello che crede. Però penso che potrebbe essere un'arma in più per fronteggiare la criminalità».

Quale messaggio si sente di far arrivare ai suoi colleghi?

«Di stare un po' più tranquilli perche la situazione a breve avrà dei risvolti».


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