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Sciopero contro la riorganizzazione dell’Acquedotto

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Uffici previsti a Vieste e Vico.I dipendenti dell'Acquedotto pu­gliese dell'Unità territoriale della Capitana­ta si asterranno dal lavoro dalle ore 6 del 10 dicembre alle 6 del giorno successivo. Lo sciopero è stato proclamato dalle se­greterie provinciali di FilcemCgil, Femca­Cisl, UicelmUil per protesta contro il piano di "riorganizzazione aziendale coatta" predi­sposto dall'Acquedotto pugliese. I motivi che hanno portato la Rsu (rap­presentativa sindacale unitaria) e le segre­terie provinciali di FilcemCgil, FemcaCisl e UilcemUil alla dichiarazione di uno sciopero si sintetizzano in quattro punti: riduzione del numero dei comprensori; messa in discus­sione della sicurezza, reperibilità ed orario di lavoro; mancata condivisione della orga­nizzazione del lavoro; perdite salariali nell'attuazione del piano. I provvedimenti, che sono sono entrati in vigore a partire dallo scorso 26 novembre, rappresentano una vera e propria rivolu­zione nell'organizzazione del servizio pre­vedendo la soppressione di tutte le fontanerie esistenti sul territorio provinciale, che ven­gono ridotte a sette, concentrate in altret­tanti Comuni della Provincia. Per quanto riguarda la parte nord del Gar­gano, a Vieste è localizzato “l’Ufficio di zona", dove vengono svolte le stesse funzioni am­ministrative (ma non quelle tecniche) che, prima, erano di competenza di San Severo.
La sede operativa a Vico del Gargano dove, dal 26 novembre, confluisce tutto il personale che era in servizio nelle fontanerie comu­nali. Una riorganizzazione territoriale che a sindacati e lavoratori non va proprio giù tant'è che, sin dal primo momento, hanno contestato il provvedimento aziendale, fino alla decisione della dichiarazione dello scio­pero. Dipendenti che, per raggiungere la nuova sede, devono percorrere, giornalmente (tra andata e ritorno circa ottanta chilometri. I costi sarebbero a carico dei lavoratori ai quali l'Azienda riconoscerebbe una inden­nità giornaliera pari al costo del biglietto del mezzo pubblico che collega la vecchia sede di lavoro con la nuova, questo anche quando gli orari di percorrenza del mezzo pubblico non sono compatibile con l'inizio o il termine delle prestazioni di lavoro.
I sindacati di categoria ricordano che i disagi, oltre che per gli utenti, sono anche per i cittadini i quali dovrebbero spostarsi da un Comune all'altro, almeno per due/tre volte, per il disbrigo di una pratica.
Francesco Mastropaolo


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