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Meno alunni in Puglia, tagliate 1331 cattedre

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Record di decurtazione. I sindacati protestano, vertice al provveditorato.La previsione è la peggiore registrata fino ad oggi: la scuola della Puglia a settembre dovrà fare a meno di 1331 posti di docente. Il numero è rimbal­zato ieri da Roma ed è provviso­rio, ma di un rilievo tale che il so­lo citarlo rende la"situazione in­candescente"nelle nostre scuo­le, che lamentano da anni il pro­blema delle classi sovraffollate. Il taglio riguarda gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e gra­do, dalla materna alle superiori ed è il frutto della scellerata unione di denatalità e legge Fi­nanziaria. I sindacati sono già in rivolta, tanto che la Cisl ha an­nunciato per la mattina di saba­to 9febbraio il "Dayscuola Cisl", iniziativa di mobilitazione che si svolgerà in molte piazze della Puglia. Uno sfoltimento di posti di lavoro mai registrato fino ad oggi, il più alto dal 2002, batte persino il record dell'anno scor­so quando furono tagliati tra or­ganico di. diritto (il numero di cattedre consolidate) e organi­co di fatto (cioè i posti aggiunti­vi definiti poco prima dell'inizio di ogni anno scolastico per ade­guare il personale alle esigenze effettive delle scuole) 1027 po­sti. La notizia è arrivata dalla Ca­pitale nel primo pomeriggio di ieri, al termine di una mattinata caotica sul fronte scuola. Attilio D'Ercole il numero uno della Ci­sl scuola della Puglia lancia l'al­larme da Roma: "La situazione della scuola diventa incande­scente. Delle 10mila cattedre da tagliare in tutta Italia l'80 per cento è concentrato tra Puglia, Campania, Calabria e Sicilia". La previsione per la Puglia ela­borata dai tecnici del ministero retto da Giuseppe Fioroni, è di 1331 posti in meno per un calo demografico di 6mila alunni. L'ipotesi – racconta d'Ercole – è quella di dividere in due il taglio, la maggior parte in organico di diritto, si parla di 1200 posti, il resto in organico di fatto". Proprio ieri mattina, questa volta a Bari, i dirigenti scolastici erano in riunione con il provve­ditore Fabio Scrimitore. Lena Gissi, che dirige la segreteria provinciale della Cisl scuola lan­cia l'allarme: "Tagliare così il personale vuol dire incentivare l'illegalità. I dirigenti devono te­ner conto delle norme che disci­plinano la sicurezza negli am­bienti scolastici, anche perché in caso di problemi rischiano dai tre ai sei mesi di reclusione più una pena pecuniaria". Fabio Scrimitore però stempera i toni: "Io non vedo situazioni dram­matiche anche perché i dati del­le iscrizioni non ci sono ancora. Se c'è un decremento della po­polazione scolastica è normale che ci sia meno personale. I diri­genti devono soltanto determi­nare la capacità ricettiva delle scuola. Di certo non saranno ac­colti ragazzi oltre i limiti". Una serenità non condivisa dal se­gretario regionale della Flc-Cgil della Puglia che annuncia gran­di battaglie, Paolo Peluso: "La Puglia ha già pagato troppo in termini di organici.


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