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Vieste, l’ex sindaco Spina Diana: “Carlo Nobile vedeva il turismo collegato alla cultura”

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Un uomo d’altri tempi perfettamente a suo agio in quelli attuali, peccato che questi ultimi stiano facendo rimpiangere i primi. È questo in sintesi Mimì Spina Diana sindaco di Vieste per tre legislature (92/04) e politico che portò Carlo Nobile all’assessorato per il Turismo e la cultura. Spina Diana è seduto da solo ad un tavolino di un bar del centro: occhiali da sole e Messaggero sul tavolo. “Sono contento che siano molti  rimpiangere Carlo, anche perché quando era in vita non sono state poche le critiche che subì”. Prima della candidatura di sua sorella, Ersilia Nobile, attuale sindaco, si parlò molto di una candidatura dello tesso Carlo. “Ho provato ad organizzare una macchina elettorale intorno ad una sua possibile candidatura ma non c’è stato il coagulo di consenso in cui speravo”, dice Spina Diana il quale in seguito è stato pronto a benedire la corsa al comune di Ersila.
Nobile fu scelto come assessore esterno per la sua profonda conoscenza del settore turistico e per la visione avanzata che ne aveva. “Prima di arrivare in comune era stato commissario dell’ Azienda di soggiorno e, diventato assessore lavorammo insieme per portare le strutture turistiche dall’allora condizione di abusivismo a quella di legalità e trasparenza”. Un’operazione difficile che dovette superare “l’allora rapporto fortemente conflittuale tra nascita delle strutture turistiche e amministrazione comunale dell’epoca”. “Carlo aveva una visione molto particolare del turismo, ossia che questo debba essere accompagnato dalla cultura. E partendo da questo punto avviammo un dialogo con gli imprenditori e con la cittadinanza per mettere al centro dello sviluppo turistico accoglienza e promozione. Era la specificità di Carlo di cui oggi purtroppo non è stata raccolta l’eredità”. Mimì Spina Diana nell’elencare i grandi concerti organizzati ai loro tempi (Jovanotti, James Brown, Ray Cahrles Zucchero Carboni etc…) li mette a confronto con “i percorsi dozzinali di oggi, dove si affidano a piccole agenzie l’organizzazione di concertini più simile alla animazione per villaggi. Ma noi non abbiamo bisogno delle animazioni da villaggio vacanze – continua Spina Diana –. Noi dovremmo fare dell’accoglienza l’unicum di Vieste per non fermarci soltanto al mare e alle spiagge”. E magari fermarsi in una delle poltrone ormai impolverate di uno degli appuntamenti del Film Festival, evento culturale e mondano che rese Vieste uno dei centri dello jetset tricolore. “Vieste ha ospitato la prima nazionale di Shine. Ci riuscimmo grazie alla compagnia aerea australiana su cui viaggiavano attrici e regista, e proprio insieme al regista e al produttore riuscimmo a convincere il distributore ad ospitare questo evento. Lo stesso siamo riusciti a fare con Ferdinando e Carolina, il film di Lina Wertmuller”. Questi eventi risalgono non a tempi lontanissimi come si potrebbe pensare ma alla prima metà degli anni novanta, un periodo di grande fermento in cui Vieste iniziava a confrontarsi a testa alta con Portofino e Capri. E poi, il Premio Trabucco, ricorda l’ex sindaco “un’occasione in cui noi amministratori ci incontravamo con la stampa nazionale, un’occasione di promozione incredibile, e praticamente a costo zero se si pensa che i premi richiedevano una spesa di 10mila euro e che c’era la partecipazione della Regione e dei Beni culturali”.
Spina Diana non sa perché questo patrimonio oggi sia andato perduto. “Le cose non possono ripetersi”, dice, anche se è prerogativa dell’azione amministrativa “sopravvivere” al proprio autore. Ma non sembra essere purtroppo questo il caso.  “Non so, forse se ci fosse il centro-sinistra si potrebbero riprendere i fili di alcuni discorsi ma non so… quella di oggi?… non voglio esprimermi”. Spina Diana è sconsolato, soprattutto perché prima dell’amministratore il tumore gli ha portato via un caro amico. “Dopo l’operazione a Bari mi sembrava potesse farcela, ricordo che si alzò dal letto, aveva voglia di reagire. E poi… sono stato forse un po’ superficiale, non ho voluto vedere in faccia la realtà credo che i suoi familiari siano stati per fortuna più concreti e capaci di affrontare con lui gli ultimi momenti”.  
Ma niente retorica, “non voglio scadere nei luoghi comuni, ecco mi fa specie sentire che sono molti a compiangere Carlo. Nessuno ha capito la specificità dell’uomo la sua capacità di entrare in sintonia con l’interlocutore. Lui era amico di grandi artisti come Ettore Scola, uno di quelli che ci ha sempre aiutato per organizzare appuntamenti, la famiglia Tognazzi. Senza dimenticare Banfi, Scarpati, Abbadantuono, Lizzani. Sono tantissimi. E questo perché anche lui aveva un animo da artista”.
Accanto a questi protagonisti più legati alla mondanità ce ne erano altri, più vicini al mondo letterario come Edoardo Sanguineti e Gaetano delli Santi (artista e poeta viestano) “con i quali si organizzarono in passato convegni in paese. “Non è mai venuto un solo viestano, lo sa? – commenta Mimì Spina Diana – perché? Perché prevale una vecchia mentalità, e parlo anche dei componenti della stessa giunta. Ogni discussione sul bilancio consuntivo era come salire sul patibolo”.


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