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Cucù… il bussolotto non c’è più…

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Avrebbero dovuto sostituire le transenne per garantire l’isola pedonale viestana ma da ieri sono stati ufficialmente messi a riposo forzato. E ora c’è da risarcire le auto danneggiate

Quaranta giorni: questo il tempo trascorso tra la posa in opera e il pensionamento dei bussolotti presenti in cima al corso Lorenzo Fazzini per delimitare la zona inibita al traffico automobilistico nelle ore serali.

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La breve storia di questi dissuasori ha inizio nei primi giorni del mese di luglio quando ne è stata effettuata l’installazione. Furono tanti a storcere il naso: "Questi lavori andrebbero fatti in inverno, non a stagione turistica avviata" ma anche "Dovremmo presentare al turista una bomboniera, non un cantiere".

Per vederli all’opera, però, si è dovuto attendere un buon mesetto, ma… a mezzo servizio… Infatti, ai principi di agosto sul piano stradale continuava ad essere presente una transenna, e con essa, tutta la sua bruttezza. Perchè? Il sistema adottato per alzare ed abbassare i bussolotti è meccanico e non pilotato elettronicamente dal telecomando come in tante altre realtà italiane. Si sarebbero dovuti munire di chiavi le ambulanze di Vieste (ma anche di Peschici, di Vico, ecc…) e i mezzi per l’ordine pubblico (Carabinieri, Vigili Urbani, …) ma il tempo necessario a liberare la strada (ferma il mezzo, fai scendere l’infermiere o il carabiniere, dagli il tempo di abbassare almeno due bussolotti, fallo risalire in macchina) si sarebbe potuto rivelare decisivo per l’operazione da compiere (salvare una vita umana, arrestare un delinquente). La transenna, invece, l’avrebbe potuta spostare un qualunque cittadino al sentire la sirena.

Ma le sorprese dovevano ancora iniziare: nei giorni immediatamente successivi alla "prima", un bussolotto è rimasto in piedi! Non è dato sapere di quale tipo di avaria abbia sofferto, ma per fortuna,  se n’è rotto uno posto accanto al bordo stradale (per l’esattezza sul lato dei giardini pubblici) e non al centro della carreggiata.

20080813_bussolotti_1.jpg In un tratto di strada già ristretto dalla presenza dei tavolini del bar di fronte e dalle auto parcheggiate sul lato destro, la regolare visibilità di quella ingombrante presenza era impedita, a chi giungeva da via Vittorio Veneto, dai cartelloni pubblicitari posti lungo il marciapiede. Tutto questo, a quanto si dice, avrebbe provocato qualche danneggiamento alle automobili, tanto da imporre la presenza di un’altra transenna e di annessa fascia plastificata bianco-rossa ad indicare il pericolo. Quanto bastava per arricchire la fiera delle brutture.

L’apoteosi, però, la si è raggiunta attorno alle nove e mezza di ieri mattina, 12 agosto, quando il secondo bussolotto, quello immediatamente accanto al "sempre in piedi", ha pensato di imitare il suo vicino alzandosi senza preavviso, proprio nel momento in cui transitava una automobile. Alcuni testimoni hanno riferito ad Ondaradio di aver visto fuoriuscire del liquido dalla parte inferiore del mezzo "tamponato da sotto". Ma non è tutto: nonostante la botta, il primo mezzo sarebbe riuscito a superare l’ostacolo "permettendo" all’auto che lo seguiva di prendere in pieno l’improvvisato birillo.

A suonare il "de profundis" ci hanno pensato degli operai incaricati dal Comune di sigillare i bussolotti con (non una ma) due sottili barre di metallo: una avvitata sull’asfalto e l’altra addirittura saldata per impedire ai bussolotti, qualora ne avessero ancora voglia, di spuntare come funghi in un giorno di pioggia.
Tutti tranne uno, completamente rimosso e sostituito con del terreno ricoperto di asfalto.

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Domande:

  1. è fondato il dubbio che i lavori non siano stati correttamente eseguiti perchè effettuati in tutta fretta nel bel mezzo della stagione estiva?
  2. è meglio spendere poco e male per poi pagarne le conseguenze (inutilizzabilità, immagine, risarcimento danni) o spendere di più e meglio?
  3. la ditta installatrice sarà chiamata a rifare il lavoro, magari nel bel mezzo del sonnecchiante inverno?

Sandro Siena


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