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Carceri: in Puglia circa 4.000 detenuti la capienza è 2.500

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Carceri al collasso: i dati più recenti, diffusi dal Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) e aggiornati al settembre di quest’anno, parlano di una popolazione carceraria di 56.768 unità, su una capienza regolamentare di circa 43 mila. Nell’ultimo anno, l’aumento è stato di 11 mila detenuti. Un’emergenza che interessa tutte le regioni italiane, ma in particolare quelle del nord.

Alta la presenza di stranieri: sono 21.178, pari al 37% della popolazione carceraria. Le nazionalità più rappresentate sono romeni, marocchini, albanesi e tunisini, che insieme rappresentano il 60% degli stranieri nei penitenziari.
I dati parlano di una situazione particolarmente critica nelle regioni del nord. La maglia nera va all’Emilia-Romagna, che ospita 3.919 detenuti, contro una capienza di 2.282 (+72%).

Nel carcere bolognese della Dozza e in quello di Reggio Emilia, le presenze sono ben oltre il doppio della capienza. Non stanno molto meglio il Piemonte, con 5.387 detenuti su 3.407 regolamentari (+58%), e la Lombardia, 8.295 presenze contro 5.383 previste (+53%). Ma a San Vittore, i reclusi (1.461) sono più del doppio delle presenze regolamentari (702).

Anche al sud, comunque, i limiti previsti sono largamente superati. La Puglia sfora del 55% (3.976 detenuti contro una capienza di 2.556), la Campania del 34%, la Sicilia del 39.

Numeri che, secondo il consigliere del Sappe Aldo Di Giacomo, «offrono una panoramica sconcertante». Inoltre, solo 24.172 detenuti hanno una condanna definitiva. Tra gli altri, 16.171 sono in attesa di primo giudizio, 9.765 aspettano la sentenza d’appello, 3.419 quella di Cassazione.


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