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Sanità in Puglia/ Caos esenzione ticket ancora disagi

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Il caos del nuovo regime per l’esenzione dei ticket? Colpa del governo. La Regione si difende dalle accuse lanciate nei giorni scorsi dai sindacati per i disagi che i cittadini pugliesi continuano a subire da mesi a causa delle nuove regole per ottenere l’esenzione sui farmaci o sulla specialistica: lunghe code nei presidi Asl, funzionari male informati e panico nella registrazione dei dati necessari alla nuova certificazione definitiva, in vista della scadenza fissata al 31 dicembre. Dal 2009, infatti, non sarà più sufficiente l’autocertificazione ma occorrerà dimostrare il proprio reddito per ottenere i benefici. Che, ricordiamo, riguarderanno – tra esenzioni parziali e totali – circa 500mila persone in più rispetto agli attuali 1,5 milioni di pugliesi.
L’inghippo, secondo gli esperti della Regione, nasce dal fatto che la legge 133 emanata dal governo il 6 agosto scorso prevede un potenziamento delle verifiche sulle esenzioni, con la possibilità per il sistema sanitario delle Regioni di accedere alle informazioni in possesso delle Entrate. Per attuare tale processo (uno scambio di dati per via informatica, o tramite le tessere sanitarie, che renderebbe inutili le code dei malcapitati pugliesi), però, la legge prevedeva un decreto attuativo di concerto tra i ministeri
interessati che non è più arrivato. Di fatto lasciando le Regioni con le mani legate e le Asl (o meglio ll Ssr) impossibiitate ad accedere ai dati fiscali dei pazienti.
Nelfrattempo, ormai, la Regione aveva ((anticipato i tempi» rispetto al governo:
l’obbligo di presentare comunicazione che attesti il reddito del nucleo familiare per ottenere l’esenzione, sancito lo scorso febbraio, inizialmente era stato previsto dalla giunta regionale a partire dal primo agosto per la farmaceutica e dal primo gennaio 2009 per la specialistica, con l’avvio di un contestuale regime transitorio. In extremis – lo stesso giorno della scadenza -la giunta (con delibera n. 1501) provvide a prorogare il termine al primo ottobre. Quindi, accertato che i disagi continuavano a verificarsi e che il sistema – per stessa ammissione dei dirigenti Asl – non riusciva a reggere, la proroga di un ulteriore mese (primo novembre). Infine, dopo le denunce della «Gazzetta» sul caso, gli allarmi lanciati sia dai medici di famiglia che dai sindacati, le difficoltà ammesse dagli stessi manager Aslele interrogazioni di alcuni consiglieri regionali, la proroga defmitiva concessa dal presidente Nichi Vendola e dall’assessore alla salute Alberto Tedesco al primo gennaio 2009, consentendo una fase transitoria più lunga anche ner la farmaceutica.


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