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Settimana europea per la riduzione dei rifiuti dal 22 al 30 novembre

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Rifiuti a peso d’oro: In Puglia, la spesa media annua del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani è di 249€, con un incremento del 6,9% rispetto all’ultimo anno. Il risultato è che in Puglia si paga 32€ in più rispetto alla media nazionale, pari a 217€. Dopo Sicilia (280€), Campania (262€) e Sardegna (255€), la Puglia è la regione dove mediamente si paga di più all’anno per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, mentre la spesa media più bassa si registra in Molise (117€), a dimostrazione di una marcata differenza tra aree geografiche del Paese, che trova conferma anche all’interno di una stessa Regione: a Taranto la Tarsu arriva a costare 347€, 68€ in più rispetto a Brindisi, 117€ in più rispetto a Foggia, 151€ in più rispetto a Lecce e ben 155€ in più rispetto a Bari.
Ancora, rispetto ad un incremento tariffario che in Italia dal 2006 al 2007 è stato del 3,8% su base nazionale, in Puglia si è registrato un incremento ben maggiore (+6,9%), inferiore solo a quanto registrato in Friuli (+17,5%), Marche (+8,9%), Lazio (+8,4%) e Sicilia (+7,7%).
Nello studio realizzato dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva in occasione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (22-30 nov.), l’analisi a carattere regionale e nazionale del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in termini di costo sopportato da una famiglia di tre persone con reddito lordo complessivo di 44.200 € ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. L’indagine, condotta con il contributo dei rilevatori civici di Cittadinanzattiva, ha riguardato tutti i capoluoghi di provincia nel 2007. On line su www.cittadinanzattiva.it l’indagine completa con il prospetto per ciascun capoluogo e la scomposizione delle voci di costo.
Caro bollette: in media, in un anno la nostra famiglia tipo ha sostenuto nel 2007 una spesa di 217 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, con Siracusa quale città più cara per le tariffe rifiuti (400€) e Reggio Calabria la più economica (95€).
Inoltre, in Italia da gennaio 2000 a ottobre 2008, secondo dati Istat, l’incremento registrato a livello di tariffe è stato del 47,5%.
A più di dieci anni dal Decreto Ronchi del 1997, nessun capoluogo pugliese è passato dalla Tarsu alla Tia. Inoltre, rispetto al 2006, tra i capoluoghi di regione Taranto ha fatto registrare il più alto incremento tariffario (+26%), seguito da Bari (+5%);  nessun incremento si è registrato a Foggia, Brindisi e Lecce.
Il commento di Tonino d’Angelo, Segretario Regionale di Cittadinanzattiva Puglia: “Come dimostra il caso dei rifiuti, l’escalation delle tariffe locali è ormai un fenomeno fuori controllo ma del tutto ignorato da Governo e Parlamento, che avrebbero potuto inserire nelle misure anticrisi il loro blocco per il 2009 e l’eliminazione della addizionale provinciale. Da Tarsu a Tia, per le tasche dei cittadini il risultato è quasi sempre un aumento delle spese: nel 2007,  in ben 30 capoluoghi di provincia, le tariffe rifiuti sono aumentate oltre il tasso di inflazione (2,6%). La situazione socio-economica, ambientale e sanitaria del nostro Paese richiede di far pagare di meno il servizio rifiuti ai molti cittadini in difficoltà, di produrne tutti di meno e di puntare sulla raccolta differenziata. In Italia, invece, il più delle volte il servizio di smaltimento rifiuti meno funziona e più lo si paga; non c’è una vera politica di riduzione della produzione di rifiuti e due terzi del Paese fa troppo poco la raccolta differenziata, specie al Sud. Sono lussi che non possiamo più permetterci e per evitare i quali occorre far emergere la cultura della responsabilità e della sobrietà”.


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