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Tremiti/ Il Ponte? Lo costruirà Gheddafi

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Il leader libico affascinato dall’idea di una struttura di legno tra gli isolotti.

 

Il leader libico Muammar Gheddafi l’anno prossimo sarà in visita in Italia e la prima tappa sarà alle Isole Tremiti. Lo ha confermato, come annunciato, il sindaco delle isole “Tremiti, Giuseppe Calabrese. «Ho invitato Gheddafi alle Isole Tremiti il 7 ottobre scorso quando sono stato in Libia per ricevere una particolare onorificenza che rilascia il Partito del Popolo Libico agli amici del Paese». «Noi – prosegue il primo cittadino delle Diomedee — siamo stati i primi a dimostrare verso la Libia una senso di responsabilità e di amicizia e la risposta per questo nostro interessamento è la visita che il prossimo anno ci farà il leader libico. Certo Gheddafi andrà in visita anche a Roma e dalle istituzioni governative del paese ma verrà prima alle Isole Tremiti». Il legame tra le isole in provincia di Foggia e la Libia è molto antico e risale al 1911 durante la guerra Italo-Turca quando 1300 deportati libici furono mandati dal governo italiano in confino alle isole Tremiti. Molti di quei deportati morirono nelle isole dove alcuni anni fa proprio il sindaco Calabrese fece erigere un mausoleo per ricordare i morti lbici in provincia di Foggia. Ultimamente, inoltre, molti cittadini delle isole garganiche si sono sottoposte ad un esame del dna i cui risultati sono stati comparati con la mappa genetica libica, in risposta ad una richiesta del leader libico che voleva rintracciare i discendenti dei suoi connazionali esiliati. Gli esami non hanno dato esiti positivi ma non hanno comunque smentito il legame che esiste tra le Isole Tremiti e la Libia. Ma accanto alla notizia della visita un’altra novità: un’utopia il ponte alle isole Tremiti? Forse non più. Secondo alcune indiscrezioni pare infatti che il colonnello libico Muammar Gheddafi, in visita in Italia nel 2009, si sia proposto di finanziare l’opera ingegnosa del sipontino Michelangelo De Meo. L’idea dell’ingegnere De Meo, in breve, è quella di ripristinare un antico ponte in legno risalente all’epoca borbonica che collegava tra di loro le isole diomedee. L’ingegnere, dopo lunghe e laboriose ricerche, è riuscito a scoprire un carteggio inedito e alcuni dei pali di fondazione presenti sul fondale marino, che ne attestano la presenza. Ha quindi lanciato agli organi istituzionali l’idea di ripristinare l’antico collegamento che, già nel Settecento, era tra i ponti in legno più lunghi del mondo, quasi cinquecento metri. L’idea ha trovato però forti opposizioni a livello istituzionale, poiché ritenuto troppo oneroso dal punto di vista economico. Un eventuale finanziamento di Gheddafi potrebbe ribaltare la situazione. “Sarebbe fantastico”, commenta a caldo Michelangelo De Meo colto di sorpresa da questa notizia. “Io credo molto nel mio progetto e sono sicuro che, se realizzato, porterebbe lustro alle Tremiti ed al Gargano in tutto il mondo”. Secondo De Meo il ponte in legno fungerebbe al recupero della memoria storica tremitese, poiché simile a quello fatto costruire da Ferdinando I di Borbone, ed inoltre “la struttura da realizzare oggi sarebbe viva, poiché conterrebbe attività di promozione turistica ed esercizi commerciali e potrebbe aiutare a destagionalizzare il turismo allungando le presenze anche ai mesi primaverili e autunnali”, aggiunge. Ora l’ingegnere di Manfredonia attenderà quindi con trepidazione un’eventuale telefonata da parte di Gheddafi? “Non credo che un capo di Stato possa contattare direttamente me”, risponde De Meo, che però aggiunge: “Spero che adesso il sindaco Calabrese si ricreda sul progetto del ponte, su cui so che non si era detto favorevole”. Il sindaco tremitese Giuseppe Calabrese viene definito dai media addirittura “una delle fonti italiane più vicine al colonnello”. Calabrese è stato quattro volte a Tripoli per incontrare Gheddafi. L’ultima volta il 7 ottobre quando, con il senatore Giulio Andreotti, ha ricevuto la fascia verde e la targa della Giamahiria, il premio che Gheddafi concede agli amici della Libia.


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