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Acqua, è emergenza malgrado le piogge

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L’emergenza idrica non è ancora finita, anche se «la fase critica è stata già superata grazie alle piogge della scorsa settimana». E l’acqua caduta nelle ultime 48 ore ha reso un po’ meno difficile la situazione degli invasi lucani che danno da bere a due regioni. Ieri l’assessore pugliese ai Lavori pubblici, Onofrio Introna, era a Potenza, ma la prevista riunione Puglia-Basilicata sull’acqua è stata aggiornata alla prossima settimana: «È possibile – dice Introna – che alla luce degli ultimi sviluppi si decida di cancellare parte delle restrizioni idriche in vigore». Rispetto al 15 novembre, il punto più basso di disponibilità idrica, nelle dighe di Monte Cotugno, Pertusillo e San Giuliano ci sono circa 60 milioni di metri cubi in più. Ma mentre le ultime due sono allo stesso livello del 2007, nel Sinni mancano all’appello circa 100 milioni di metri cubi: quelli che faranno la differenza, ad aprile, tra una stagione irrigua tranquilla e un ennesimo periodo di crisi per l’ag ricoltura.

Nel frattempo, l’Acquedotto pugliese ha potuto tirare un parziale sospiro di sollievo grazie ai 400 litri al secondo in più che vengono prelevati dal Sele. Il deficit rispetto a settembre è di circa 1.500 litri/secondo, anche se – assicura Introna – «l’erogazione è quasi allo stesso livello dello scorso anno». Tuttavia le manovre idriche, che comportano una diminuzione di pressione, sono ancora in corso: l’obiettivo dei tecnici sarebbe di aumentare progressivamente il prelievo, fino ad annullare ogni restrizione entro la fine dell’anno.

A valutare questa ipotesi sarà il Comitato di coordinamento dell’accordo di programma tra Puglia e Basilicata, ma le prospettive sono incoraggianti. Mercoledì, intanto, Introna metterà intorno a un tavolo l’Ato, l’Aqp, l’Anci (i Comuni) e l’Autorità di bacino per parlare di dissalatori. L’Acquedotto ha predisposto una lista di siti – nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto – in cui è tecnicamente possibile installare impianti di dissalazione: per evitare altri casi-Manduria, sono state scelte zone prive di vincoli paesaggistici o ambientali. «Questa volta – spiega Introna – faremo una scelta che parte dal basso: i tecnici dovranno dirci se quei siti sono idonei anche rispetto alla rete idrica ed ai serbatoi, e l’Anci dovrà aiutarci a verificare la volontà dei Comuni a ospitare gli impianti».

Impianti che saranno fondamentali in estate, per supportare il picco di risorsa idrica necessario a soddisfare le esigenze tur istiche. Nel frattempo, in Basilicata, l’impre – sa «Faver» ha completato i lavori per il by-pass di 400 metri che permette di portare nel Sinni l’acqua di San Giuliano. L’opera non è ancora stata collaudata, ma potrebbe entrare in esercizio la prossima settimana: la situazione complessiva degli altri invasi ne rende meno urgente l’utilizzo,ma grazie a questa bretella chi gestisce l’erogazione potrà dormire sonni più tranquilli. Sullo sfondo dell’emergenza idrica c’è poi un problema più generale, quello del degrado del territorio.

Nelle settimane scorse l’assessore Introna è stato a Bruxelles, per presentare alla Direzione generale Ambiente della Commissione europea alcune analisi che riguardano il fenomeno della desertificazione. I primi dati raccolti dalla Regione mettono in relazione il problema con la diminuzione delle quantità di deflusso idrico giornaliero registrate negli ultimi trent’anni. Introna ha invitato in Puglia il commissario Ue all’Ambiente, il greco Stavros Dimas: «Proporremo – conclude l’assessore – che il nostro territorio sia oggetto di uno studio pilota sul tema desertificazione, da estendere poi agli altri Paesi europei interessati».


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