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Donne/ Lavoro e infortuni domestici

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Il 41,1% delle donne intervistate dichiara di aver subito infortuni nell’ambito delle mura di casa. Il primo fattore è la distrazione e disattenzione (60,7%), il secondo la troppa imprudenza o inesperienza.

Donne e lavoro non sono termini che si contraddicono, ma è importante
comprendere le difficoltà relative al mondo del lavoro, per esempio
riguardo alla maternità e alla cura dei figli.

La comprensione del rapporto che si instaura ai nostri giorni tra la
donna e il mondo del lavoro è oggi molto importante sia per comprendere
come aumentare il tasso di occupazione femminile, ancora molto distante
da quello di altri paesi europei, sia per meglio comprendere le più
idonee forme di tutela della sicurezza e della salute.

Donne e lavoro non sono termini che si contraddicono, ma è importante
comprendere le difficoltà relative al mondo del lavoro, per esempio
riguardo alla maternità e alla cura dei figli.

L’immagine che ne esce, lasciandoci suggestionare prima dalle sensazioni
che dai dati, è quella di una donna che un po’ lavoratrice, un po’
angelo del focolare, fatica sempre più a mantenere il giusto equilibrio
tra lavoro, famiglia e figli.

Un "motore della società" che spesso è penalizzato dal desiderio di
maternità e dalla difficoltà di conciliare questa esigenza con il mondo
del lavoro.

Un motore che tuttavia sembra essere segnato da profonde contraddizioni.

Da un lato l’Italia è caratterizzata da un livello di scolarizzazione
femminile superiore a quello maschile — con una propensione per le
discipline umanistiche — dall’altro la donna è ancora scarsamente
presente nel mondo del lavoro o nelle posizioni di rilievo, nelle
aziende e nella politica. E aumenta sempre più il numero delle donne che
si occupano della cura della casa e, insieme, hanno un’attività lavorativa.

Veniamo a qualche dato.

La parte di donne che non crede più di potersi realizzare con il ruolo
di casalinghe è ormai molto alto e raggiunge il 72,4%.

Più di un terzo delle intervistate, il 35,5%, svolge un lavoro a tempo
pieno, oltre alla quotidiana attività di casalinga, "confermando
l’importanza che attualmente la donna attribuisce alla dimensione
lavorativa".

Questo equilibrio precario rischia di diminuire, almeno a livello
psicofisico, se consideriamo, inoltre, che le donne, nella nostra
società, sono le principali testimoni dei cambiamento dovuti all’attuale
fragile scenario economico internazionale.

Sono le donne ad accorgersi della crescita dei prezzi e delle difficoltà
economiche familiari e della perdita del potere d’acquisto delle famiglie.

Per il 51,3% delle donne l’economia familiare nel corso del 2007 e nei
primi mesi del 2008 ha "subito un lieve (36,3%) o un netto peggioramento
(nel 15% dei casi)".

Riguardo alla maternità la maggior parte delle donne, il 65,7%, ritiene
che spesso si rinuncia o si rimanda una maternità proprio per le
preoccupazioni legate al lavoro e alla carriera professionale.

Gli interventi che lo Stato potrebbe porre in essere per tutelare le
donne in maternità e facilitare il ritorno al lavoro?

L’86,6% delle donne indica l’ampliamento dell’offerta degli asili nido
pubblici, l’81,6% una organizzazione di idonee forme di flessibilità
dell’orario di lavoro.

E riguardo alla cura dei figli la metà delle intervistate (53%) ritiene
che il ruolo dell’uomo ed il ruolo di donna all’interno della famiglia
dovrebbero essere intercambiabili.

Rispetto ad altri paesi europei nelle famiglie italiane è presente un
netto squilibrio: solamente la metà delle coppie gestiscono insieme la
cura dei propri figli.

Questa precarietà nel mondo lavorativo si accompagna almeno ad una
sicurezza nell’ambito domestico?

Scorrendo i dati sugli incidenti domestici, sembrerebbe di no.

Il 41,1% delle donne intervistate dichiara di aver subito infortuni
nell’ambito delle mura di casa.

Quali le cause individuate?

Il primo fattore è la distrazione e disattenzione (60,7%), il secondo la
troppa imprudenza o inesperienza (13,3%). Tra gli altri fattori indicati
gli improvvisi malesseri (6,6%) o il cattivo/errato funzionamento delle
apparecchiature di uso quotidiano come gli elettrodomestici (6,4%).

Tra gli infortuni più diffusi le ferite da taglio, per quasi una donna
su tre (37,2%), le cadute (24%), le ustioni termiche o chimiche (16,8%)
e i danni conseguenti a urti o schiacciamenti (10%).

Minore la percentuale di incidenti dovuti ad
avvelenamento/intossicazione (2,3%) o elettrocuzione (scossa) (2%).

Diversamente dagli infortuni lavorativi, gli infortuni domestici,
"malgrado la loro estrema rilevanza, non sono facilmente stimabili in
termini statistici ma sono, purtroppo, sempre più rilevanti sia dal
punto di vista economico che sanitario".

Le loro conseguenze "sono infatti traumi di una certa entità (fratture,
lussazioni, lesioni organiche) che comportano al soggetto coinvolto
danni tali da ingenerare invalidità temporanee o addirittura permanenti".

Malgrado gli sforzi in ambito normativo è ancora "eccessivamente ridotto
il numero di casalinghe che, in seguito ad infortunio più o meno grave,
hanno accesso alle diverse agevolazioni economiche" previste dalla legge
493/99 sull’assicurazione contro gli infortuni domestici..

Sul fronte della prevenzione dei rischi è ancora necessario fare molto
*per informare, promuovere e organizzare iniziative di educazione
sanitaria riguardo a questi infortuni.*


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