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IL RITORNO DEL MINISTERO DEL TURISMO

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Berlusconi ha annunciato la possibile rinascita del dicastero, che verrebbe affidato all’attuale sottosegretario Brambilla

 

Il 2009 porta con se la rinascita del Ministero del Turismo. la conferma di una voce partita om1ai diversi mesi fa è arrivata dal premier Silvio Berlusconi, che ha annunciato l’intenzione di dare un coordinamento centrale al settore, mettendo l’attuale sottosegretario Michela Vittoria Brambilla a capo del dicastero che fu abrogato con un referendum il 5 aprile 1993.

Sono molti gli operatori del settore che auspicano un ritorno al centralismo istituzionale per il comparto: la riforma del titolo V della Costituzione ha infatti indicato il turismo come materia di competenza delle singole Regioni, ma secondo chi si occupa di strategie del turismo questo intervento non ha portato i risultati sperati. Anzi, gli operatori sottolineano come l’intervento costituzionale abbia finito con il disperdere politiche e finanziamenti per il comparto su 20 realtà territoriali diverse, senza una visione omogenea.
Il nuovo dicastero, che dovrebbe nascere a brevissimo termine, ha già ottenuto una sorta di sdoganamento delle Regioni, che lo vedono come uno strumento per dare maggiore visibilità al comparto. Ma il decollo del dicastero sembra più complicato del previsto. Le rassicurazioni di Berlusconi sulla squadra di Governo non convincono la maggioranza. La Lega ha lanciato un altolà attraverso Roberto Calderoli: «Sanità e turismo sono materie di competenza regionale — ha detto —e nel momento in cui si fa il federalismo non si possono accentrare due materie come queste». Un secondo stop è arrivato dal capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri (di AN) secondo cui le nomine sarebbero una manovra che «costringerebbe a riaprire il manuale Cencelli. Sarebbe una lotteria. Meglio evitare».


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