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Regione Puglia/ “Sanità, inchiesta bruciata”

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L’ipotesi di reato è di rivelazione di segreto d’ufficio e il procuratore Emilio Marza- no ha aperto un fascicolo. Nei corridoi del Palazzo di giustizia serpeggia malcontento per la rivelazione dell’inchiesta sugli appalti nella sanità pugliese che, iniziata nel marzo del 2008, ancora non era stata conclusa. Tanto che il principale indagato, l’orami ex assessore Tedesco, non ha ancora ricevuto l’avviso di garanzia. Gli investigatori ritengono che «la fuga di notizia abbia danneggiato le indagini, mettendole seriamente a rischio». In particolare – viene riferito – «la pubblicità e il clamore della notizia impedisce ed ostacola, in parte, il proseguimento delle indagini». Fondate, in particolare, sulle intercettazioni telefoniche e ambientali. Un anno d’indagini che – sempre secondo quanto riferito in ambienti investigativi – ha visto anche un dispendio di risorse umane e tecnologiche dal valore di circa un milione di euro. Ora il procuratore vuole capire chi è stato a mettere a rischio se non a vanificare il lavoro della magistrata Digeronimo.


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