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Inchiesta sulla sanità pugliese: mancano le carte delle gare d’appalto

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E’ l’ennesimo retroscena che emerge nell’ambito dell’inchiesta della magistrata antimafia Desiré Digeronimo che coinvolge il mondo della sanità pugliese: delibere fantasma per l’assegnazione degli appalti. Delibere che gli investigatori hanno cercato a lungo nelle carte acquisite dalle Asl pugliesi ma che non hanno mai trovato. Perché gli appalti perle forniture di servizio in campo sanitario – ipotizza la procura – erano affidati sempre alle stesse aziende «amiche». Ieri sono spuntati anche i nomi degli imprenditori nel settore della sanità: Diego Rana di Bisceglie, proprietario di un centro di riabilitazione e iscritto nello stesso partito di Tedesco e Vitantonio Roca, una società che ad Andria gestisce una residenza sanitaria assistita per i malati di Alzheimer. Nel fascicolo d’inchiesta la pm Digeronimo ipotizza il reato di associazione per delinquere e di corruzione. L’ex direttore del Policlinico Castorani ricorda di aver bloccato appalti per la mensa perché poco chiari.


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